Il boom di turisti? Paese sicuro, merito dei CC, Polizia, Gdf e dei servizi. Ma non ditelo a nessuno…

Il boom di turisti? Paese sicuro, merito dei CC, Polizia, Gdf e dei servizi. Ma non ditelo a nessuno…

Esultano amministratori locali, governatori ed assessori regionali ed anche i Ministri: l’Italia ha compiuto un grande balzo in avanti nell’industria del turismo. Gli ospiti arrivano a frotte. E ci sono città, come Napoli, Catania e Palermo, che finalmente sorridono. Qualche giorno fa in un solo giorno sono giunti nel porto di Palermo ottomila croceristi. Gli alberghi siciliani per la settimana di Pasqua e, probabilmente anche nel ponte successivo di Aprile, fanno il pieno. A prendersi il merito, senza tuttavia celebrarsi più di tanto in verità, sono coloro che gestiscono questo nervo “scoperto” dell’economia siciliana (e nazionale), il turismo e i beni culturali, perché lo spread fra le potenzialità e ciò che arriva, suscita sempre rammarico e rimpianti a causa di servizi modesti, prezzi alti e una stagionalità che deprime i budget.

Su un binario parallelo viaggiano gli sventurati – il popolo in fuga – che quando arrivano, e mettono piede sulle coste siciliane, guadagnano il titolo di clandestini, quasi che arrivassero di soppiatto a casa nostra, invece che essere raccolti in mare, per impedire che anneghino, e portati nei porti dell’Isola con le navi dei volontari, di Frontex e della Marina Militare italiana. Un paradosso che dovrebbe impedire di guardarci allo specchio senza arrossire se non fosse che, comunque sia, l’Italia è l’unico Paese al mondo che mostra solidarietà, comprensione, generosità e quanto serve perché il Padreterno regali alcune indulgenze.

Le opposizioni politiche ed istituzionali, non solo in Italia, ci ballano sopra questi temi, perché i migranti sono diventati il mezzo sicuro per mandare a casa i governi, e la solidarietà diventa, nel linguaggio dell’avversario politico, invasione, clandestinità, stravolgimento culturale, concorrenza occupazionale, rischio di malattie ed altro, ciò che serve insomma affinché l’accoglienza si trasformi in dissenso alle urne.

I mercanti di esseri umani ci guadagno quel che serve per arricchirsi e finanziare il terrorismo, i vigilantes delle istituzioni guadagnano la scheda nell’urna.

L’Italia, lSicilia in testa, è diventata intanto la nazione più “transitata” al mondo: turisti e migranti, infatti, insieme, raggiungono cifre mai viste. E’ la nostra storia, ma anche la nostra geografia, oltre che l’audacia dei governanti, a spiegarne le ragioni.

Alcune domande, perciò, ce le dobbiamo fare, perché altrimenti restiamo facile preda di pregiudizi e di fake news, come si chiamano ora le bugie, incalzanti e ripetute. La prima, quella delle cento pistole, è la domanda seguente: perché l’Italia è l’unico Paese europeo “transitato” da milioni di turisti e di profughi (nel tempo), in cui non si è finora mai verificato alcun episodio terroristico?

Quel che hanno fatto le brigate rosse e nere negli anni settanta, servono a ricordarci, che a casa nostra nascono, crescono e si sviluppano, ogni tanto, follie criminali che non hanno nulla da invidiare a ciò che oggi succede nel Mediterraneo. Grazie a Dio, raccogliere sventurati non ha significato raccogliere delinquenti, nonostante quel che vogliono farci credere.

L’altro quesito, anch’esso rilevante, concerne il boom turistico, strettamente legato all’immagine che l’Italia si è conquistata grazie al fatto che finora non è successo niente di grave. Perché gli esultanti governanti dell’ospitalità a pagamento, non fanno cenno alcuno alla sicurezza, come principale, talvolta unico incentivo, alla vacanza italiana? E perché gli oppositori politici – per interesse o pregiudizio – non danno atto alle polizie, almeno a loro, di avere lavorato bene e salvato la vita a chissà quanta gente, essendo state adottate contromisure efficaci?

E’ vero che quando non succede niente non c’è la notizia, ma qualcosa è successa, ed è il boom di turisti che sta portando tanti soldi agli italiani ed alla bilancia dei pagamenti del nostro Paese. Perché, insomma, si tace sull’efficienza dei nostri servizi, da sempre all’indice – e talvolta a ragione – e delle forze di polizia, carabinieri, polizia, Guardia di Finanza, Guardia costiera, Marina Militare ecc?

Centinaia di migliaia di “presunti” terroristi sono approdati sulle nostre coste senza fare danno: o non avevano l’intenzione di farne o sono stati sorvegliati come Dio Comanda, o tutte e due le cose insieme. Comunque sia, la folla di “presunti” terroristi, per usare il linguaggio della paura, non si è tradotta in un guaio, finora nemmeno uno, mentre altrove – Francia Germania Gran Bretagna Spagna Belgio Turchia– i lupi solitari o le fatwa del califfo dell’Is hanno colpito duramente.

Ci hanno lasciati in pace perché il nostro Paese sarebbe una gruviera e non si è voluto farselo nemico, spiegano alcuni a denti stretti, per non dare alcun merito a chicchessia. E c’è anche chi ha pensato che a fare il patto di non belligeranza fosse stata la mafia. Stronzate ciclopiche. Se ad agire sono stati i lupi solitari un po’ ovunque, la presunta free zone italiana, disegnata dai terroristi islamisti per mantenere il “canale” aperto, non ha alcun senso.

In definitiva, una cosa di sicuro la possiamo affermare: in questi ultimi due terribili anni funestati dalle stragi compiute dai terroristi islamici, l’accoglienza degli sventurati non ha provocato problemi di sicurezza, anzi siamo stati preservati dagli attacchi. Un’altra cosa possiamo affermare, senza ombra di dubbio: che le polizie italiane sono fra le migliori del mondo. Anche quelli che parlano a denti stretti dovrebbero sciogliere la loro collera in un plauso liberatorio per quei lavoratori della sicurezza che hanno fatto bene il loro mestiere, talvolta rischiando la vita.

 

 

 

 

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