Processo Trattativa, se Stato e Mafia sono…coimputati, chi rappresenta la pubblica accusa?

Processo Trattativa, se Stato e Mafia sono…coimputati, chi rappresenta la pubblica accusa?

Il lettore Paolo Faraone, commentando l’articolo a mia firma, dedicato al trasferimento del P.M. dalla Procura di Palermo alla Direzione nazionale antimafia, trasferimento che corona una aspirazione del magistrato, mi ha chiesto quale fosse la funzione del P.M Nino Di Matteo nel processo per la Trattativa Stato-Mafia. La risposta era semplice: “la funzione di Di Matteo è di rappresentante della pubblica accusa…”. Ma ho aggiunto, sospettando che fosse insufficiente: “Lo so che non basta, ma cosa vorrebbe farmi dire?”

Il signor Paolo Faraone, a questo punto, ha sentito il bisogno di giustificarsi, non era sua intenzione fare alcuna provocazione, sospetto che invero non avevo avuto. Poi ha affermato: “Su questo potrei essere d’accordo ma lui rappresenta la pubblica accusa di chi?”

Se il lettore si fosse fermato qui, mi avrebbe lasciato in balia al “non detto”, “ma anche”, aggettivi e nuove domande per sfuggire al quesito, forse non avrei trovato una via d’uscita. Per buona sorte ha proseguito nel suo ragionamento.

“Ah, forse Lei intende che è la Pubblica accusa in rappresentanza dello Stato”, ha incalzato, “ ma se non sbaglio, in una Trattativa Stato/mafia (coimputati), la pubblica accusa chi rappresenta? Spero che Lei scusi il mio ardire, ha concluso il mio interlocutore, “ ma io credo che da Ingroia in poi questa gente sfrutta il proprio ruolo per rappresentare solo se stessa.”

Non sarei così drastico, come Paolo Faraone, perché sulla base degli elementi che possediamo il giudizio, tranchant, costituirebbe una illazione, non avendo prove né indizi utili per affermare che Cicero agisca “pro domo sua”.

 

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