Consiglio regionale Lombardia, 400 provvedimenti, l’Assemblea un decimo. Forse meno…

Consiglio regionale Lombardia, 400 provvedimenti, l’Assemblea un decimo. Forse meno…

Nell’aula consiliare della Lombardia sono stati approvati 400 provvedimenti, tra i quali 36 leggi (più di una per ogni seduta). Nelle Commissioni sono stati esaminati 240 atti, 975 i

soggetti incontrati nelle audizioni. Qualche giorno il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, incontrando i giornalisti per il tradizionale scambio d’auguri ha riferito, con giustificata soddisfazione, il resoconto dell’attività 2016 del Consiglio regionale. Cattaneoha giustamente ricordato che il 2016 è stato un anno particolare con ben due pause elettorali, a conferma il trend virtuoso della X legislatura lombarda, avviata a raggiungere dati record di produttività.

La soddisfazione, e questo fa crescere l’apprezzamento, è stata tuttavia temperata da una saggia sottolineatura. “Non basta fare le leggi, bisogna fare quelle che servono perché ciò che interessa è la qualità di ciò che il Consiglio regionale produce”.

In Sicilia i giornalisti siciliani, quelli di lungo corso almeno, sanno che questa considerazione serve a rendere accettabile il bilancio annuale della produttività dell’Assemblea regionale, dove si contano con le dita di una mano il numero dei provvedimenti esitati. Le leggi approvate sono poche. Meglio non fare leggi sbagliate o poco accurate, ci viene ricordato. Tra l’altro, si aggiunge, le leggi di bilancio e della finanziaria, contenitori multiuso, sono affollate di provvedimenti. Gli emendamenti, talvolta, sono leggi. Il numero dei provvedimenti, dunque, sarebbe molto più elevato se si spacchettasse il lavoro legislativo.

Le cose stanno davvero così?

L’attività parlamentare deve essere resa riconoscibile. Se il contenitore può essere spachettato meglio farlo, perché nei contenitori multiuso è più facile l’assalto alla diligenza. Ma al di là di questa osservazione, del tutto empirica, esprimere un giudizio positivo sull’attività parlamentare dell’Assemblea siciliana, pretende un ottimismo che rasenta l’utopia.

Diciamo dunque le cose come stanno, senza indorare la pillola, tanto non serve a niente, l’immagine del Parlamento regionale è abbondantemente deteriorata. A differenza del consiglio regionale lombardo, in cui i gruppi consiliari svolgono un ruolo riconoscibile, a Palazzo dei Normanni le maggioranze e le minoranze sono liquide, si costituiscono e si sfasciano con una frequenza inquietante.

La legge elettorale siciliana ha mostrato gravi crepe. Nell’ultima tornata è stato eletto Presidente il candidato che non aveva una maggioranza in Assemblea, una condizione che ha favorito la propensione al trasformismo, una delle caratteristiche dell’Ars sia nella prima che nella seconda repubblica. Sono nati così gruppi parlamentari che hanno snaturato il risultato elettorale e reso irriconoscibile il Parlamento rispetto alle liste ed all’esito delle urne.

La modesta attività del Parlamento siciliano, tuttavia, è un gap strutturale, legato al Dna dell’Assemblea siciliana:  le cattive abitudini sopravvivono ad ogni stagione politica. Il confronto fra gli schieramenti, questa la sensazione, è quotidianamente oscurato da una miriade di scelte ed opinioni individuali. Le iniziative dei singoli deputati regionali sono tali e tante da rendere impossibile, o quasi, la comprensione delle posizioni politiche dei gruppi e dei partiti e , quindi, una seppur minima partecipazione dei cittadini.

E’ vero che il numero dei provvedimenti – schiacciante il divario fra Lombardia e Sicilia – non è per sé un buon viatico per esprimere un giudizio sull’attività consiliare e parlamentare, ma è altrettanto vero che non riuscire a corrispondere ai bisogni dei cittadini con provvedimenti tempestivi e, possibilmente, idonei, costituisce un grave danno.Come si fa a spiegare al di là dello Stretto che una larga parte dell’attività parlamentare è stata attribuita ai precari ed ai forestali senza peraltro riuscire, una volta per tutte, a mettere la parola fine alla questione?

Il conteggio della produttività attraverso il numero delle leggi esaminate ed approvate per un bilancio sui costi-benefici, è una presa per i fondelli, su questo non ci piove. Ma resta il fatto che il consiglio regionale della Lombardia riesce a lavorare – nemmeno là sono rose e fiori fra gruppi parlamentari – mentre l’Assemblea marca visita…

Merita comprensione, indulgenza (e il rituale ventaglio) il Presidente dell’Assemblea, Giovanni Ardizzone, al pari della maggior parte dei suoi predecessori quando nel rito degli auguri deve aggrapparsi agli specchi per difendere l’indifendibile. In una immaginaria graduatoria delle responsabilità è infatti quello che ne ha meno.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.