di Giulio Giallombardo -

Giallo, mistero, enigma. Sin dall’inizio abbiamo parlato degli strani black out nella galleria di Tremonzelli solo in questi termini. Da più di un anno, quando per la prima volta su questo quotidiano online saltò fuori la notizia, cerchiamo di capire cosa accade all’interno del tunnel. Ma è bene chiarire una volta e per tutte che non abbiamo mai pensato ad ufo, alieni e affini. Se le auto si spengono all’improvviso in galleria, insieme alle luci del tunnel, e poi ripartono dopo qualche secondo, come se niente fosse successo, non è colpa di “omini verdi” che sonnecchiano lungo l’autostrada Palermo-Catania e ogni tanto si divertono a far paura agli automobilisti. Le cause sono altre, ma non le conosciamo.

Era una precisazione scontata ma necessaria, prima di accingerci a rimettere insieme tutta la vicenda di cui in questi mesi ci siamo occupati e dopo che, fin troppo superficialmente, si è parlato di Tremonzelli, come della “galleria degli ufo”. Troppo comodo dare la colpa ad invisibili E.T.: qui non parliamo di fantascienza, ma di cose ben più “terrene”, ancora tutte da spiegare.

Mettiamoci per un attimo nei panni di tutti i “sopravvissuti”. Chi ha rischiato la vita in galleria, l’ultimo caso appena cinque giorni fa, ha diritto di sapere perché la sua auto all’improvviso si è fermata al buio nel bel mezzo del tunnel, per poi ripartire pochi secondi dopo. Non crediamo sia per loro consolante sentir parlare di “ufo”, ovvero: oltre il danno, la beffa. Al contrario, restiamo stupiti per la stasi delle autorità competenti, che fino ad ora non hanno fatto nulla per indagare sulle cause dei fenomeni di Tremonzelli, anche se sappiamo che l’Arpa ha in programma un monitoraggio della zona.

INCIPIT. Tutto comincia a giugno dell’anno scorso, quando abbiamo pubblicato, la testimonianza di Mario Russo e S.A., entrambi originari di Castellana Sicula, a pochi chilometri da Tremonzelli. I due pendolari, ci hanno raccontato che, una decina d’anni prima, l’auto su cui viaggiavano, dopo essere entrata nell’ormai nota galleria, in direzione Palermo, si è spenta all’improvviso, contestualmente ad un black out delle luci del tunnel. La vettura sarebbe ripartita da sola pochi secondi dopo. “Non ne ho mai voluto parlare con nessuno – ci aveva confidato Mario Russo, 60 anni, commerciante – il panico mi ha assalito, avrei voluto lasciare l’auto, ma poi dopo qualche secondo le luci si sono riaccese da sole e la macchina è ripartita. Inoltre, quella Volvo non aveva mai avuto alcun problema al motore”.

SPUNTANO I PRECEDENTI. Pochi giorni dopo la pubblicazione dell’articolo, cominciano ad arrivare in redazione altre testimonianze simili. Si tratta, questa volta, di episodi avvenuti ancora più indietro nel tempo, addirittura una ventina d’anni prima. Protagonisti alcuni insegnanti dell’Istituto Minerario di Caltanissetta, che rincasavano a Palermo dopo il lavoro. Il copione è sempre lo stesso: “Entrati in galleria, – ci dice Giuseppe Caravello, impiegato regionale di 52 anni – dopo avere percorso circa cento duecento metri, si spengono i fari e il motore della macchina, contemporaneamente anche le luci della galleria”. Dopo pochi secondi, tutto normale: fari e motore accesi. Nel 1987, una donna, sempre all’interno della stessa galleria, si ritrovò a fari spenti, ma con il motore dell’auto in funzione, mentre in tempi più recenti, appena due anni fa, disavventura simile per un motociclista, vivo per miracolo.

ESPLODE IL CASO. Arriviamo così al 21 agosto 2010 quando vittima del black out è questa volta un giornalista. Stesso luogo, stesse dinamiche, con l’aggravante, però, di un serio danno all’automobile. La notizia viene ripresa dalle agenzie di stampa e, in pochi giorni, fa il giro d’Italia. Quotidiani, televisioni, radio e siti internet parlano della “galleria dei misteri”, attingendo a piene mani dai nostri articoli, ma “dimenticando” di citarci come fonte. Ma questa è un’altra storia.

IL SOPRALLUOGO IN GALLERIA. È adesso che decidiamo, per quanto possibile, di andare a fondo nella vicenda. Dopo aver consultato il parere di uno scienziato del calibro di Maurizio Leone, ordinario di Fisica applicata presso l’Università degli studi di Palermo ed esperto di elettromagnetismo, apprendiamo che alcune tra le possibili cause di spegnimento improvviso di un’auto, esclusi ovviamente danni al motore, sono le radiazioni elettromagnetiche. Il 13 settembre 2010 facciamo, quindi, un sopralluogo in galleria, con un laboratorio mobile, fra i meglio equipaggiati in Sicilia. Il mezzo, messo a disposizione dall’Istituto Superiore Statale “Leonardo Da Vinci” di Trapani, è in grado di rilevare la presenza di campi elettromagnetici, sia su alte che su basse frequenze. In quell’occasione le analisi effettuate dai tecnici a bordo del mezzo, sia nell’area di sosta dopo la galleria, sia in transito all’interno nelle due direzioni di marcia, sia sopra lo stesso tunnel, non hanno fatto registrare alcuna anomalia. Il tutto è stato documentato anche da un video girato durante il sopralluogo e da una dettagliata relazione scientifica conclusiva.

TIR IN FIAMME: CASO O VARIAZIONE SUL TEMA? La nostra ricostruzione non può non tener conto, poi, del recente episodio del tir in fiamme all’interno del tunnel. È il 5 aprile scorso, quando un autoarticolato è andato improvvisamente in fiamme mentre transitava in galleria. L’autista è riuscito fortunatamente a salvarsi scappando in tempo dall’abitacolo. Né i vigili del fuoco, né la polizia stradale hanno però chiarito le cause del guasto: si è accennato soltanto ad un “problema elettrico”. Non vogliamo mettere i black out sullo stesso piano dell’incendio al tir, ci mancherebbe. Sarà stata una casualità, ma il fatto che sia successo proprio a Tremonzelli rende tutto almeno più “suggestivo”.

A VOLTE RITORNANO. Veniamo, infine, ai fatti più recenti. Quando tutti, tranne i testimoni, si erano già dimenticati di Tremonzelli e dei suoi “capricciosi” black out, ecco che il fatto accade ancora. Lunedì scorso spunta fuori la testimonianza di Roberto Cusimano, che viaggiava in auto con la sua ragazza ed un’amica. Film già visto: buio improvviso in galleria, il motore che si spegne e poi riparte. Dulcis in fundo, lo stesso giorno hanno fatto le bizze anche le apparecchiature elettroniche di un mezzo della polizia stradale che transitava in galleria mezz’ora dopo il black out. La roulette russa continua.

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