Bernardo Bertolucci è rimasto a dir poco ammaliato dalla proposta che ha ricevuto dallo scrittore romano: “appena mi ha raccontato la storia ho deciso subito di accettare rispondendo ad un’ inspiegata urgenza che sentivo dentro. Solo durante la lavorazione del film ho capito cos’era, una richiesta inconscia che avevo dentro di rielaborare, in qualche modo, la mia stessa adolescenza”.
E’ attraverso il vissuto di Lorenzo (Jacopo Olmi Antinori), quattordicenne in piena crisi adolescenziale, in rottura con la famiglia e in cerca di libertà, e quello della sorellastra Olivia (Tea Falco), ventenne altrettanto irrequieta ed eroinomane, che il regista mostra l’essenza di questa fase di passaggio che, volenti o nolenti, ha messo tutti in crisi.
I due ragazzi, per una serie di circostanze anche abbastanza originali, si troveranno a scontrarsi, litigare, urlare l’un l’altro, per poi scoprirsi complici e legati da qualcosa di ben più forte che il semplice legame di sangue.
Si dice che sia attraverso la sofferenza che si cresce, che essa sia catartica ed evolutiva.
A tal proposito perfetta è la scena in cui i ragazzi, prima di uscire dal loro rifugio privilegiato, dopo aver consumato una lauta cena “rubata” in casa di Lorenzo, danzano sulle note di una canzone degli anni settanta, cantata in italiano da un nostalgico David Bowie, in cui il timido abbraccio di Lorenzo viene agevolato dalla stessa Olivia.
E’ in quel momento che i due, nel riconoscere a sè stessi il proprio dolore e trovando nell’altro comprensione, si ritrovano alleati e pronti, finalmente, ad affrontare ogni giorno che verrà.
Il maestro Bertolucci, tornato dietro la macchina da presa dopo ben nove anni (l’ultimo film The Dreamers è del 2003 – ndr), limitato solo fisicamente dalla malattia, si conferma con “Io e te” abilissimo indagatore dell’animo e delle emozioni.
Sempre accanto ai suoi personaggi, senza però mai sovrastarli, offre ad essi il modo di esprimersi con estrema ed efficace semplicità. Essi sono capaci di raccontare, non solo a parole, la fragilità, l’insofferenza, la delusione e, soprattutto, l’urgenza di riscattarsi, sempre in una atmosfera ariosa e propositiva.
I due protagonisti sono delle vere rivelazioni: Jacopo Olmi Antinori, al suo debutto cinematografico, sembra già un attore navigato, abilissimo nel gestire i tempi cinematografici e a interagire con la Falco, che nel film interpreta praticamente sé stessa: una ragazza catanese, estremamente sensibile e innamorata dell’espressione artistica.
Nel non seguire, infine, nella narrazione cinematografica il tragico finale proposto da Ammaniti, il regista lascia un ampio spiraglio allo spettatore, libero di fantasticare sul futuro dei due ragazzi e, perché no, anche sul proprio.
SCHEDA TECNICA
Sceneggiatura: Bernardo Bertolucci, Francesca Marciano, Umberto Contarello, Niccolò Ammaniti; Fotografia: Fabio Cianchetti;
Scenografia: Jean Rabasse;
Musica: Franco Piersanti;
Interpreti: Tea Falco, Jacopo Olmo Antinori, Sonia Bergamasco;
Distribuzione: Medusa;
Durata: 103’.











