Tutto lascia pensare ad una convivenza forzata, con qualche intoppo inevitabile. Il “matrimonio” catanese tra l’aeroporto civile di Fontanarossa e quello militare di Sigonella durerà appena un mese, ma la “crisi di coppia” si fa già sentire prima ancora del “viaggio di nozze”. Dal 5 novembre al 5 dicembre i voli civili in partenza e arrivo nello scalo catanese saranno dirottati a Sigonella, per lavori di riqualificazione della pista che la renderanno inagibile. L’aeroporto di Fontanarossa resterà aperto solo per operazioni di check-in, controlli di sicurezza e ritiro bagagli. Il piano predisposto dalla Società Aeroporto Catania è stato presentato ieri dall’ad Nico Torrisi, dal direttore generale Renato Serrano e dal direttore Enac Catania Vincenzo Fusco.
RISCHIO DRONI – Ma c’è il rischio che il traffico civile possa subire non pochi disagi a causa degli aerei militari che si alzano in volo da Sigonella, soprattutto per i famigerati droni. Pare, infatti, che proprio a novembre i potentissimi velivoli militari senza pilota avranno un bel po’ di lavoro da fare, con inevitabili conseguenze sui voli civili. Questo, almeno, quanto sospettano alcuni attivisti siciliani che da anni si battono per la smilitarizzazione di Sigonella. “I velivoli telecomandati – spiega Alfonso Di Stefano sul blog di Antonio Mazzeo – rappresentano un rischio insostenibile per il traffico civile e le popolazioni che risiedono nelle vicinanze dello scalo utilizzato per i loro decolli e atterraggi”.
NOTAM – Inoltre, fanno sapere gli attivisti che fino al 30 novembre, lo scalo civile di Catania sarebbe interessato da tre Notam, acronimo di “Notice to airmen”, ovvero comunicazioni tecniche o logistiche relative alla sicurezza del traffico aereo. Le notifiche, inviate a tutti i piloti di aeromobili, riguardano “la sospensione delle procedure strumentali standard nelle fasi di accesso, partenza e arrivo degli aerei, per l’attività degli Unmanned Aircraft”, ovvero i suddetti droni. Ciò significa che il traffico dei voli civili, in queste settimane, potrebbe essere fortemente dipendente da quello degli aerei da guerra americani.
ISTRUZIONI DI VOLO – Ma non è solo l’ombra dei droni che rischia di creare disagi ai viaggiatori. Sul sito della Sac, sono state pubblicate, infatti, le istruzioni di volo per i passeggeri, che dovranno prendere alcune precauzioni. Chi parte da Catania dovrà presentarsi al check-in del terminal Fontanarossa, tre ore prima dell’orario di partenza del volo. Le operazioni di accettazione si chiudono 90 minuti prima dell’orario partenza e anche chi viaggia con web check-in dovrà allinearsi alle istruzioni indicate da Sac. Quindi i passeggeri verranno trasportati a bordo di bus navetta nella base di Sigonella, all’interno della quale non potranno entrare neanche eventuali accompagnatori. Guai a farsi sorprendere con macchine fotografiche o cellulari ad immortalare scorci della base americana: all’interno non è consentito fare foto o riprese video. Non andrà meglio ai viaggiatori in arrivo, che, dopo essere atterrati a Sigonella, raggiungeranno Fontanarossa dopo circa 60 minuti con il bus navetta. Se pensiamo che lo scalo catanese è il sesto in Italia per numero di passeggeri, chi viaggerà all’ombra dell’Etna rischia un mese da odissea.
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Un commento a "L’ombra dei droni
sui voli civili a Sigonella"
Stessa società di gestione (SAC)dell’aeroporto di Fontanarossa ,stessa società di gestione(SAC-SOACO)dell’aeroporti di Comiso .Bastava ritardare di alcuni mesi l’inizio dei lavori sulla pista di Fontanarossa e accelerare le procedure di avvio dell’aeroporto di Comiso ,per ridurre al minimo i disagi dei passeggeri :E sarebbe stata una bella prova di gestione sinergica del sistema aereoportuale Catania-Comiso