di essea -

Meno di un anno fa, la notizia che ad Amsterdam l’introduzione di un weed pass per residenti avrebbe impedito agli stranieri l’accesso ai celebri coffee shop gettò letteralmente nel panico i turisti della cannabis. Il giorno successivo alla pubblicazione – da parte di alcuni quotidiani nazionali – della notizia rivelatasi poi imprecisa, migliaia di italiani si affrettarono a prenotare “l’ultimo” viaggio nella capitale olandese, facendo il “tutto esaurito” in hotel, B&B e, naturalmente, coffee shop.

In quell’occasione Siciliainformazioni aveva smentito la notizia, dopo aver intervistato una siciliana che lavora in uno dei locali più famosi della capitale olandese. Oggi arriva la conferma che non c’è motivo di temere: in un’intervista a de Volkskrant il sindaco Eberhard van der Laan assicura che i 220 coffee shop di Amsterdam saranno sempre aperti anche ai non residenti.

Si stima che almeno un milione e mezzo dei circa sette milioni di visitatori che ogni anno si recano ad Amsterdam, frequentino i locali preposti alla vendita di hashish e marijuana, dove queste sostanze possono essere acquistate in piccole quantità e per uso personale.

Il “pass per l’erba” (in olandese, wietpas) è stato introdotto nel maggio scorso nelle città del sud del paese, per porre fine al via vai dei quasi quattro milioni di cittadini francesi, tedeschi e belgi che ogni anno attraversavano il confine con l’esclusivo intento di acquistare della droga. Nelle intenzioni del governo, il wietpas doveva essere esteso a tutta l’Olanda nel 2013.

Ma impedire ai turisti l’accesso ai coffee shop di Amsterdam può risultare controproducente per l’economia olandese. E, come osserva il sindaco, “potrebbe annullare anni di lavoro” che hanno messo fine allo spaccio incontrollato di droghe cosiddette leggere nelle strade della città.