La memoria gioca brutti scherzi. Seleziona cosa dobbiamo ricordare e cosa no, rimuove momenti importanti, anche dolorosi, come la scomparsa di una persona cara. Rimangono lì, sepolti sotto strati inarrivabili dell’inconscio. Le ricorrenze e i riti legati alla tradizione in questo senso possono svolgere una funzione importante. Cercano di farci tornare in quei luoghi nascosti, per ricondurre alla coscienza i ricordi. Riportarli in vita.
La Festa dei Morti è una di queste ricorrenze. Un’occasione molto sentita in Sicilia, allietata dall’enorme quantità di zucchero che arriva sulle nostre tavole. Ci sono le Ossa di morto, i pupatelli ripieni di mandorle tostate, i taralli ciambelle rivestite di glassa zuccherata, i nucatoli e i Tetù bianchi e marroni, velati di zucchero e polvere di cacao. Frutta secca e cioccolatini, traboccano copiosi da ‘U Cannistru‘, nel quale non puo’ mancare la frutta di martorana, realizzata anticamente dalle monache del noto monastero di Palermo.
Infine ci sono i Pupi ri zuccaru statuette dipinte, ritraenti figure tradizionali come i Paladini. Ma spiccano anche i colori vivaci di dragoni, bersaglieri, coppie di sposi, dame del settecento. L’origine della “pupaccena” ha risvolti diversi. Alcuni narrano che il nome derivi da una leggenda che riguarda un nobile arabo caduto in miseria, che li offrì ai suoi ospiti per ovviare alla mancanza di cibo più raffinato. L’altra versione risale a poco più della metà del Cinquecento e vuole che quando a Venezia ,per onorare la visita di Enrico III, figlio di Caterina dè Medici, fu organizzata una cena, questa fu resa spettacolare dalle sculture di zucchero, realizzate grazie ai marinai palermitani che avevano trasportato fin lì questo alimento.
Secondo alcuni studiosi il significato della strenna dei morti è duplice: offerta alimentare alle anime dei defunti e simbolica nei dolci a forma umana, antropomorfa, con raffigurazione delle anime dei defunti. Cibandosi di essi, è come se ci si cibasse dei trapassati stessi. Una comunione quindi, come per farli rivivere dentro di noi.











