Non è un complotto, ma una convergenza di interessi sicuramente. Altrimenti non si spiegherebbe che a spoglio appena ultimato il presidente appena eletto, ma ancora non proclamato, subisce un fuoco di fila di denunce, accuse, sospetti, avvertimenti.
Il Cardinale di Palermo, Paolo Romeo, dichiara che con il dieci per cento degli elettori non si può governare e che il presidente della Regione non è un pm. Deve occuparsi d’altro, non fare antimafia.
L’agenzia di rating inglese Fitch declassa il rating della Regione siciliana sulla base di una valutazione politica: non ci saranno le condizioni per realizzare in Sicilia le riforme utili per reggere alle pressioni del mercato con un contenimento della spesa pubblica. Fitch regala alle banche l’opportunità di servirsi di una clausola, l’Ate, additional termination event, grazie alla quale possono chiedere la conclusione del finanziamento nel caso in cui il rating venga abbassato oltre una soglia pattuita. La previsione di difficoltà politiche crea le difficoltà politiche, bene che vada le aggrava per le conseguenze del declassamento nel rapporto con il debito e le banche.
L’ex sottosegretario del governo Berlusconi, Elio Belcastro, denuncia alla Camera che i boss della ‘ndrangheta avrebbero venduto voti ad esponenti dell’Udc nelle elezioni regionali siciliane. Belcastro, avvocato delle famiglie ‘ndrine più celebri, tradisce i suoi clienti? Belcastro precisa di non avere prova di ciò che afferma, ha ricevuto informazioni, si tratta di notizie “de relato”.
Il senatore Roberto Giambrone, braccio destro di Leoluca Orlando, vice sindaco di Palermo ed autorevole esponente del suo partito, pronostica il ritorno alle urne della Sicilia entro il 2013 per manifesta ingovernabilità e per l’altissimo astensionismo che delegittima gli eletti. Il suo partito si adopererà, perciò, affinché l’ingovernabilità venga risolta nell’unico modo possibile, il ritorno alle urne.
Una concomitanza di vedute, dunque. E nulla di più?
Fitch non ha certo concordato con l’Arcivescovo di Palermo il declassamento della Regione siciliana, Giambrone non ha sicuramente discusso di inquinamento del voto e ingovernabilità della Sicilia. In concreto, tuttavia, il “sentimento” dell’agenzia di rating inglese trova conferma nelle dichiarazioni del cardinale Romeo, e le perplessità politiche di Giambrone trovano conferma nella denuncia di Belcastro.
La quantità e la qualità degli attacchi contro il governatore e l’Assemblea appena eletti sono una spia di ciò che aspetta a Rosario Crocetta e al parlamento regionale. Che non sono attesi alla prova dei fatti, come avviene normalmente, ma giudicati un avversari da battere.











9 commenti a "La santa alleanza
contro i neo eletti"
Ma per favore, non ci azzecca un bel niente! Il Cardinale ha fatto una valutazione molto realistica e sensata che nulla ha a che fare con le scelte di vita personali del Presidente. La posizione del Presidente della regione non è per nulla invidiabile e temo che proprio gli alleati che l’hanno sostenuto riusciranno a metterlo con le spalle al muro. Ritengo che l’affermazione fatta dal Cardinale sia condivisibile e realista a prescindere dal fatto che a farla sia stato un alto prelato. L’astensione dal voto di oltre il 50% degli aventi diritto è molto grave e mi spiace che i siciliani non abbiano saputo cogliere l’opportunità di dare forza con il loro voto a un reale cambiamento mandando gambe all’aria questi partiti di corrotti, Gli astenuti sono già un partito di maggioranza assoluta, basterebbe solo che i siciliani uscissero dalla mentalità che il politico è lì per… “fare dei favori”.
Auguri e Buon lavoro Presidente Crocetta.
Ovviamente il cardinale non può far altro che attaccare il primo presidente della regione non eterosessuale. La chiesa ha nel DNA l’omofobia e per questo motivo comprendiamo e scusiamo cristianamente il cardinale. Probabilmente avrebbe preferito un altro candidato ma questo gli è toccato ed è bene che se ne faccia una ragione. Personalmente non sono un entusiasta ma mi auguro per la sicilia che ci sia una possibilità di riscatto. Concordo con Massimo Costa sulla concentrazione di attacchi che non sono alla persona ma alla sicilia intera e quindi coloro che gongolano adesso farebbero bene a protestare e a difendere la nostra terra. La soluzione commissariale sarebbe la peggiore delle soluzioni e sicuramente la più umiliante per tutti noi siciliani, augurarsela prima che sia varato il primo provvedimento è da suicidi
Quando si affaccia qualcuno/a che vuole cambiare veramente, in Sicilia si alza il più vasto ed abbietto fuoco di sbarramento. Se poi c’è odore (anche lontano) di tradizione di vera sinistra, peggio ancora. I miei auguri a Crocetta:presenti subito un piano minimo di proposte concrete e innovative, scelga bene i suoi collaboratori senza compromessi, compia – nei limiti dei suoi poteri ancora non totalmente assunti – alcuni atti significativi. L’opinione pubblica siciliana, che non è tutta corrotta, sarà in maggioranza con lui – proveniendo, magari, anche dalle praterie dell’astensionismo.
RIPETO …..il CARDINALE…..farebbe bene a tacere…..e comunque a non mostrare una finta obiettività e CONTINUARE AD AMMINISTRARE …..QUEL DELIRIO DI ONNIPOTENZA CHE STA CARATTERIZZANDO LA CHIESA …..
E comunque, il fatto di ricevere i primi attacchi, delegittimazione (de ché?) e le solite manfrine sull’ingovernabilità, evidenzia che il nuovo presidente deve andare avanti, anzi che bisogna sostenerlo, come ben detto, come presidente di tutti i siciliani nell’interesse di quel cambiamento, che come più volte espresso, ha bisogno di più fasi.
Questo atteggiamento di scontro, di velata denuncia, di subdola insinuazione è uno stile che conosciamo bene in Sicilia intento a screditare, a confondere, ad occuparsi di altro con una sottile venatura “politica” che di vera politica ha ben poco, coprendo i soliti interessi speculativi. La Sicilia è stata da sempre terra di conquista economica, politica (intesa come bacino di voti) a discapito di una crescita continuamente sedata per mantenere una condizione stagnante utile a quel progetto.
I siciliani devono capire che qualunque iniziativa tendente ad un progetto evolutivo debba insinuarsi nell’attuale sistema a fianco magari di un neo presidente che con molta astuzia sta cercando una collaborazione con tutte le forze politiche presenti nel parlamento siciliano. La condivisione dei progetti non può che portare ad un interesse comune a realizzare ciò che serva realmente alla crescita socio-economica di questa terra.
Chi non ci sta o chi perseveri con i vecchi programmi di chiara speculazione coloniale (vedi sempre mega progetti ma mai vere strutture sul territorio..) deve palesare la propria posizione ed essere ben evidenziata alla collettività.
Il mio modestissimo parere è che in questo momento di grande contestazione collettiva nei confronti degli “apparati” amministrativi, il neo presidente debba, come ha annunciato, intervenire nei confronti dei tagli di quegli eccessi che purtroppo oggi ci pongono in un posizione molto scomoda agli occhi esterni proprio per evitare che quei diritti sapientemente evidenziati da Massimo Costa, non cadano nel consueto pregiudizio di fondo che ha da sempre dipinto la Sicilia come terra di sperperi ed incapacità organizzativa, determinandone l’ennesimo oblio.
Si, forse sarà anche un’operazione di facciata (ma anche molto pratica) ma credo che sia indispensabile proprio per dare valore ai contenuti più importanti ed alla valorizzazione dello Statuto.
Un caro saluto
Massimo
Concordo con Masimo Costa, chi auspica il commissario vuol dire che è ben soddisfatto di quanto lo stato italiano,esempio fulgido di correttezza politica, da tempo, propina già direttamente alla Sicilia: i treni, le strade, per esempio. Credo che quanto accadrà alla Sicilia dipenda molto dall’atteggiamento che assumerà il Presidente Crocetta (il Presidente dei siciliani) su tematiche aperte dal precedente Presidente, in ordine a rapporti con lo Stato. Ciò che mi dà da pensare è il più recente atteggiamento della Corte Costituzionale, che su qualche cosa, miracolosamente, comincia a dare ragione alla Sicilia.
Ciò dimostra quello che, modestamente, avevo già più volte segnalato.
L’oggetto degli attacchi precedenti non era Lombardo, era la Sicilia in quanto tale. Chiunque fosse salito.
L’Italia sta aggredendo la Sicilia, e con essa i suoi “servi” a casa nostra.
Oggi dobbiamo stringerci intorno al nostro Presidente e difendere tutti insieme a lui la Sicilia. Nella speranza che faccia un “governo di salute pubblica”
Mi auguro che Crocetta superi tutte le difficoltà che ha davanti, governando al meglio per tutta la legislatura. Purtroppo è difficilissimo che ci riesca. Se avesse vinto Musumeci, Micciché o chiunque altro sarebbe stato uguale.
Il disastro della Sicilia deriva dal magna magna generale in corso, da tutti tollerato da decenni.
Forse Crocetta non lo sa, ma gli innumerevoli signori che dentro questo andazzo ci guazzano alla grande, non sono disposti a mollare nulla. Nulla.
Son tanti, son forti.. pretendon la pacchia sino alla morte.
L’unica speranza è che i Siciliani forse hanno perso la pazienza. Son d’accordo con quanto ha scritto Vittorio Feltri qualche giorno fa: Chi ha tracciato la croce sul simbolo di Grillo ha inteso sputare sui partiti, chi si è rifiutato di entrare in cabina ha pensato che avrebbe sprecato la saliva.
Se Crocetta fallisce, tutti i 90 deputati appena eletti vadano a casa. Un Commissario faccia le veci della Giunta e dell’ARS per parecchi anni, rendendo minuziosamente conto della propria onesta e competente gestione volta a risanare la Sicilia.
Quelli che, votando Grillo, abbiamo sputato sui partiti delle spudorate gozzoviglie e quelli che, non entrando in cabina, hanno risparmiato la saliva (insieme superiamo il 70%) applaudiremo e sosterremo il Commissario che salverà la nostra isola dai predoni del magna magna.