“Prorogare, per un periodo complessivo di circa 2 anni, i termini per l’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo stretto di Messina al fine di verificarne la fattibilita’ tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilita”. Questo quanto si legge in un comunicato di palazzo Chigi.
“Tale decisione – prosegue la nota – è motivata dalla necessità di contenimento della spesa pubblica, vista anche la sfavorevole congiuntura economica internazionale, ed è in linea con la proposta della Commissione europea dell’ottobre 2011 di non includere più questo progetto nelle linee strategiche sui corridoi trans-europei. Solo tali opere, infatti, possono godere del co-finanziamento comunitario. Qualora in questo periodo di tempo non si giungesse a una soluzione tecnico-finanziaria sostenibile, scatteà la revoca ex lege dell’efficacia di tutti i contratti in corso tra la concessionaria Stretto di Messina spa e il contraente generale, con il pagamento delle sole spese effettuate e con una maggiorazione limitata al 10%”.
“Questa nuova procedura – si legge ancora nel testo – dovrà essere accettata dal contraente generale tramite la sottoscrizione di un atto aggiuntivo al contratto vigente. In ogni caso, durante il periodo di proroga, previa deliberazione del Cipe, potranno comunque essere assicurati sui territori interessati interventi infrastrutturali immediatamente cantierabili, a patto che presentino una funzionalità autonoma e siano già compresi nel progetto generale”.












3 commenti a "Due anni per verificare
la fattibilità del Ponte"
E’ ora che questi sig. dello Stato italico se vogliono spendere i soldi delle Nostre tasse li spendano per la manutenzione di quanto già c’ e’ e va alla malora e per far funzionare meglio le ferrovie, non per fare grandi opere, come questa che è peraltro infattibile o se fattibile in zona sismica può durare 7 giorni, questi stornano parte delle somme nella parte alta dei loro pantaloni; ma Noi mica siamo pantalone. Basta sperperare se voleteb soldi pigliateveli a Roma e ingozzatevi ma non venite quà a fare cavolate.
Basta con questo ponte sullo stretto!
Ancora si vuole verificare la fattibilità del ponte dopo tutto il denaro speso.
Dovevano brindare, prendere i soldi, e andare a casa (mi riferisco ad un altro articolo qui pubblicato), non continuare a rompere le scatole.
Verificarne la fattibilità potrebbe voler dire elargire altri soldi agli amic per un’opera che tutti sanno che non si farà mai.
E’ dal dopo guerra che il fantasma del ponte di Messina è strumentale per il pagamento di laute parcelle a progettisti vicini al politico di turno.