di Silvia Andretti -

Travestimenti terrificanti, maschere da brivido, zucche intagliate, dolcetti e scherzetti. Siamo così avvezzi all’iconografia di Halloween che quasi dimentichiamo che fino a una decina d’anni fa la ricorrenza era praticamente inesistente in Italia. Un po’ per la coincidenza di date, un po’ per l’attenzione rivolta ai defunti, si direbbe che la festa pagana abbia molto in comune con la tradizionale festività dei morti, un tempo particolarmente sentita in Sicilia, la cui memoria viene oggi minacciata dalla più “commerciale” versione anglosassone.

Travisata dal passare del tempo e dal mutamento dei costumi, anche Halloween è una festa antichissima. Il 31 ottobre, vigilia di Ognissanti, era considerata una notte magica nella cultura celtica. Tradizione vuole che proprio oggi le leggi che governano spazio e tempo siano temporaneamente sospese. Secondo queste credenze infatti, nella notte di Halloween l’aldilà si fonderebbe con la realtà dei vivi, permettendo agli spiriti di vagare indisturbati sulla terra. Per evitare dunque di essere riconosciuti dai morti e posseduti dai demoni, i contadini dei villaggi irlandesi usavano spegnere i fuochi nei camini e si mascheravano da orribili mostri.

Una festività originariamente legata al ciclo delle stagioni, che segnava l’avvento dell’inverno e ricordava all’uomo il sottile legame fra vita e morte. Nella sua versione moderna, esportata negli Stati Uniti dai migranti irlandesi, Halloween è diventata una festa commerciale dedicata soprattutto ai bambini. Ed è in questo aspetto che si può rintracciare un’altra importante similitudine con la festa cattolica della commemorazione dei defunti, che cade il 2 novembre e che prevede una visita al cimitero per onorare i cari estinti. In Sicilia, dove le solennità religiose sono spesso accompagnate da riti legati alla tradizione popolare, per i bambini la festività dei morti è un po’ come Natale. Con la differenza che saranno le anime di bisnonni e parenti passati a miglior vita a portare un regalo nella notte, e non Santa Claus.

Non è sempre stato Halloween. Come ha potuto una festa pagana soppiantare la tradizionale commemorazione dei defunti? Cosa è cambiato? Oggi è più cool organizzare feste alla moda travestiti da zombie e streghe o è  più giusto tramandare le usanze e i costumi popolari siciliani?

Non tutto è perduto, a Palermo c’è chi ancora osserva la tradizione: ci sentiamo sollevati imbattendoci per strada in una giovane madre che chiede alla sua bimbetta se è contenta dell’arrivo dei morti. E ci viene in mente un’identica scena, a noi accaduta una trentina di anni or sono, nel riconoscere quel sottile terrore nello sguardo della bambina. Il terrore di immaginarsi – in un’età in cui si crede a tutto – delle persone morte che entrano in camera nostra, mentre dormiamo, per nascondere qualcosa sotto il letto.

E tuttavia, a caval donato non si guarda in bocca. In vista dell’inaspettato regalo, una visita dei morti viventi tutto sommato si può sopportare. Se però si osa protestare perché invece della Barbie super accessoriata che abbiamo chiesto ci hanno portato il modello base, ecco pronto l’alibi dei genitori: “Con i defunti non puoi reclamare”.

E' meglio Halloween o la Festa dei Morti?

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