Le regionali hanno portato senza dubbio a un vero e proprio “svecchiamento” della classe politica. Ma non solo. Hanno introdotto nel sistema un’anomalia che produrrà inevitabilmente dei cambiamenti. Soltanto le parole “Non ci fregeremo del titolo di ‘onorevole’, perché siamo cittadini” rende l’idea della volontà di mantenere il distacco da tutto quello che c’è stato prima. Per non parlare dell’ auto-riduzione degli stipendi e del “no” al rimborso elettorale. Stiamo parlando ovviamente dei neo-deputati del Movimento Cinque Stelle. I candidati eletti, 15 per l’esattezza, non smettono di essere cittadini ma rappresentano il “terminale della rete”, il collegamento tra le istituzioni e il popolo. Si legge su Beppegrillo.it “Il candidato eletto dovrà firmare il foglio di “La Voce del Movimento”, attraverso il quale lo stesso si impegna a portare avanti le iniziative e le decisioni scelte dal gruppo. Ogni 6 mesi il candidato eletto farà un tour delle 9 province e rimetterà il suo mandato nelle mani dei cittadini attivi che ne valuteranno l’operato (le cosiddette “dimissioni in Bianco”). Il tour dovrà essere organizzato a livello provinciale dagli attivisti”. Il mandato, quindi, è funzionale al compito di rappresentanza in senso stretto. Se i cittadini, dopo un periodo di tempo, non si sentono più rappresentati, possono revocarlo. Ovviamente le dimissioni non possono essere imposte, come ha ricordato lo stesso Giancarlo Cancelleri in conferenza stampa, ma il Movimento si riserva il diritto di mettere il deputato alla porta se le condizioni di cui sopra dovessero concretizzarsi. Un fatto che non ha precedenti. Una realtà che con tutta probabilità sarà messa a dura prova con l’andare del tempo.
Un altro strumento che dovrà essere verificato sul campo è il “referendum finanziario”. Per una spesa superiore a 200 milioni di euro, secondo gli attivisti del Movimento cinque Stelle , i cittadini devono essere chiamati a decidere come e se spendere i fondi come proposto dalla Regione. Un meccanismo che senza dubbio fa tremare i polsi a più di uno schieramento politico. I tempi sono brevi, anche per spendere i fondi europei, e non si può ingolfare la macchina, fanno notare i critici. “Il non aver fatto partecipare i cittadini alle scelte economiche di questa terra ci ha portato a questo punto, la scelta può essere fatta anche in rete, on-line, noi vogliamo portare una sostanza diversa, non abbiamo solo svecchiato una classe politica”, replica Cancelleri.
Il messaggio è chiaro, no?











3 commenti a "M5s e le dimissioni in bianco
Che cos’è “La Voce del Movimento”"
Penso che piuttosto chi è svezzo a rubare sia meglio dare l’ opportunità a chi ancora non lo ha fatto ……. Anche se forse lo farà ….. Lasciamo al tempo il beneficio del dubbio e ….. Speriamo ,almeno, il tempo non ci tradisca. FORZA SICILIA E FORZA SICILIANI. Che di politica abbiamo sempre fatto scuola ( sturzo docet).
La paura di cambiamento fa brutti scherzi, chiaro che se abituati ai vari Micciche, e Cammarata si fa fatica a capire il concetto di democrizia liquida e reale……..vedremo e valuteremo col tempo FORZA M5 in ogni caso!!!
Qusti Grillini non faranno ne opposizione ne faranno proposte concrete per i Siciliani che li hanno votati. E’ stata solo una protesta fine a se stessa.
I Deputati Grillini neoeletti si godano l’indennità solo questo faranno. Sono stati eletti da un voti minimo di protesta. La vera protesta i Siciliani l’hanno fatta non andando a votare. Altro che GRillo e partiti.