Il Ponte? Ha sette vite come i gatti. Ogni volta che qualcuno prepara la sepoltura, riesce a sfuggire alla sorte iniqua. Non risorga, intendiamoci, ma non muore. E’ sospeso in una specie di limbo, né di qua né di là. Al pari degli zombie, spaventa e viene combattuto. Al pari dei gatti, però, qualcuno se lo stringe al petto dopo lo scampato pericolo. Ed intanto la storia continua ormai da più di mezzo secolo.
E’ accaduto, stando alla indiscrezione raccolta dal Corriere della Sera, che nel governo avarissimo del Professore Monti si siano accorti che decretandone la fine, dura e cruda, costi un sacco di soldi, più di quanto sia lecito pagarne. La somma di 30 milioni di euro, sull’unghia, proposta al Consorzio Eurolink, che aveva ricevuto la commesse, è stata respinta. Il consorzio vuole almeno mezzo miliardo di euro. Una manna per chi deve metterseli in tasca a titolo di penale (e qualche spesa propedeutica…). Meglio che realizzare la struttura e intascare i quattrini a cose fatte, o quasi.
Eurolink pregustava il premio dovuto a chi subisce la risoluzione di un contratto e invece deve fare i conti con la squadra montiana alla ricerca di qualche espediente dignitoso. Il Cipe, che avrebbe dovuto affossare definitivamente l’opera e non se ne parli più per i prossimi cento anni, sarebbe stato stoppato per tempo. L’idea è quella di congelare la decisione, tenerla ancora per un poco nel limbo in modo da rinviare il pagamento della penale e affidare al nuovo governo la gatta da pelare (a proposito delle sette vite).
Comunque vada, il Ponte dei sospiri – emessi da chi lo vuole e chi non lo vuole – è diventato indigesto a tutti, sia ai contrari quanto ai favorevoli. Se dovessero ripensarci, cosa estremamente improbabile, manderebbero in bestia il dissenso organizzato, se dovessero pagare per non farlo, farebbero morire di bile tutti.
Roba dell’altro mondo.












4 commenti a "La rescissione del Ponte,
storia alla Camilleri"
Da cittadino favorevole a Monti e ai suoi sforzi per raddrizzare la situazione del paese, ma anche da siciliano più che favorevole alla realizzazione della grande infrastruttura, dico che il governo italiano, nei suoi tentativi di insabbiare il progetto del ponte e di fare carte false sta facendo la peggiore delle figure possibili. TMP
Gli USA, succeduti a Saddam Hussein con un governo rorvvisorio non hanno pagato il debito di 250 miliardi di € che l’Iraq aveva nei confronti del mondo adducendo il fatto che non si potevano pagare i debiti contratti un governo corrotto.
Perchè noi dovremmo pagare questo debito contratto dai governi, palesemente corrotti, che hanno autorizzato la costruzione del ponte?
Che vergogna che tristezza, non ci rimarranno piu nemmeno gli occhi per piangere…
Una soluzione ci sarebbe, tra dare e avere.
Il governo itaiano è disposto a pagare la penale, ma dopo un’attenta verifica tributaria . Potrebbe darsi che invece di dare avremmo noi qualcosa.
Oggi, nessuno è pulito come Dio comanda.