La mafia in Sicilia, i suoi rapporti con la politica e la pubblica amministrazione, i tentativi di infiltrazione in Europa e gli strumenti legislativi a disposizione per combatterla. Sono stati questi i temi al centro dei lavori della delegazione della commissione Crim del Parlamento europeo (sul crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio di denaro), in missione oggi a Palermo. Dopo la tappa di ieri presso gli uffici del Parlamento Ue di Milano, oggi gli europarlamentari si sono ritrovati nell’Aula magna della Corte d’Appello di Palermo per audire magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, esponenti della societa’ civile, testimoni di giustizia e familiari di vittime di mafia. “La sfida al crimine organizzato di stampo mafioso da parte dell’Unione Europea – ha spiegato l’europarlamentare Sonia Alfano, che ha presieduto i lavori della commissione a Palermo – e’ cominciata un anno fa con l’approvazione da parte del Parlamento europeo del rapporto sulle mafie in Europa e deve proseguire adesso con la massima attenzione e il massimo impegno. Per questo e’ indispensabile proseguire nell’ascolto dei massimi esperti di contrasto al crimine organizzato”.

Per Salvatore Iacolino (Ppe) “fondamentale per  l’azione di contrasto e’ un’ integrazione tra ordinamenti giuridici  diversi. L’Italia ha un modello legislativo di eccellenza, il nostro  obiettivo e’ creare un’armonizzazione della legislazione degli Stati  membri per aggredire le mafie con un unicum di indirizzi”.

Una necessita’ ribadita anche dal procuratore di Palermo, Francesco Messineo, che durante il suo intervento ha sottolineato come “all’Europa chiediamo un’omogeneizzazione della legislatura che ci  consenta di eseguire i provvedimenti in materia di prevenzione in  territorio europeo. Le nostre leggi – ha concluso Messineo – non sono  perfette, ma la normativa antimafia ha strumenti che altrove non  esistono”. Nel corso della tappa palermitana la delegazione, composta da 12 deputati, nel pomeriggio si spostera’ a Corleone per incontrare il  responsabile di Libera Sicilia e discutere di riutilizzo a fini  sociali dei beni confiscati ai boss.