di Giuseppe Bianca -

Arriva quasi con un’ora di ritardo alla sua prima uscita con i giornalisti da presidente della Regione,  ma non ha  l’aria di chi comincia  a prendersi troppo sul serio. Anzi, Rosario Crocetta sfodera insieme argomenti e mestiere di politico consumato, da sindaco dei siciliani e da governatore  che verrà. Chiarisce “che non gli tremeranno le gambe”. Dribbla il tormentone della  maggioranza risicata: “Ne avrò una bulgara”, e lascia intendere con chiarezza che dall’Ars si aspetta di essere contestato quando è il caso, controllato nel giusto, ed approvato quando lo merita.

Rosario Crocetta auspica inoltre un decentramento partecipato, e focalizza l’attenzione sul “patto sociale per il risanamento che tenga fuori gli effetti della macelleria sociale” . Al tavolo della presidenza ci sono anche Nello Di Pasquale, Antony De Lisi, Giuseppe Lupo e Lucia Borsellino, con Antonello Cracolici in platea tra i giornalisti,  ma  Crocetta non intende parlare di assessori, anzi ribadisce che non ha nessuna fretta.

Discorso diverso invece per le consulenze che da subito verranno ridimensionate e per lo “spoil system”, i direttori regionali,  “intanto li revoco e poi vedremo”.  Non si definisce uomo di scontri, ma cita “Che” Guevara, “mite con durezza”, annuncia la riforma della formazione professionale, ed apre con prudenza, consapevole che altre forme di “inciuci ed accordi trasversali” sono stati alla  base dei fallimenti degli altri.

Insomma i suoi messaggi sono chiari, ma non troppo diretti, precisi ma non precisati, si lascia margini senza accentuarne  vistosamente forme e contenuti: “La situazione della Sicilia è delicatissima, bisognerà rinegoziare con Barroso e discutere con le  agenzie  di rating, i destini dei paesi più poveri non possono dipendere dai virtuosismi di un più o di un meno”. Con Musumeci non si sono lasciati benissimo, il tempo dirà se e quando passeranno rancori o risentimenti.  Da Lombardo non ritiene di avere avuto particolari  aiuti, mentre ha parole positive nei riguardi dell’Udc: “A questo partito vale la pena dare fiducia, è tempo di lasciarsi dietro i laicismi  esasperati”. Nei giorni che verranno il nuovo presidente della  Regione, ha già detto che mediterà,  ed anche molto. Da oggi il tempo corre per gli altri, non per lui.