Arriva quasi con un’ora di ritardo alla sua prima uscita con i giornalisti da presidente della Regione, ma non ha l’aria di chi comincia a prendersi troppo sul serio. Anzi, Rosario Crocetta sfodera insieme argomenti e mestiere di politico consumato, da sindaco dei siciliani e da governatore che verrà. Chiarisce “che non gli tremeranno le gambe”. Dribbla il tormentone della maggioranza risicata: “Ne avrò una bulgara”, e lascia intendere con chiarezza che dall’Ars si aspetta di essere contestato quando è il caso, controllato nel giusto, ed approvato quando lo merita.
Rosario Crocetta auspica inoltre un decentramento partecipato, e focalizza l’attenzione sul “patto sociale per il risanamento che tenga fuori gli effetti della macelleria sociale” . Al tavolo della presidenza ci sono anche Nello Di Pasquale, Antony De Lisi, Giuseppe Lupo e Lucia Borsellino, con Antonello Cracolici in platea tra i giornalisti, ma Crocetta non intende parlare di assessori, anzi ribadisce che non ha nessuna fretta.
Discorso diverso invece per le consulenze che da subito verranno ridimensionate e per lo “spoil system”, i direttori regionali, “intanto li revoco e poi vedremo”. Non si definisce uomo di scontri, ma cita “Che” Guevara, “mite con durezza”, annuncia la riforma della formazione professionale, ed apre con prudenza, consapevole che altre forme di “inciuci ed accordi trasversali” sono stati alla base dei fallimenti degli altri.
Insomma i suoi messaggi sono chiari, ma non troppo diretti, precisi ma non precisati, si lascia margini senza accentuarne vistosamente forme e contenuti: “La situazione della Sicilia è delicatissima, bisognerà rinegoziare con Barroso e discutere con le agenzie di rating, i destini dei paesi più poveri non possono dipendere dai virtuosismi di un più o di un meno”. Con Musumeci non si sono lasciati benissimo, il tempo dirà se e quando passeranno rancori o risentimenti. Da Lombardo non ritiene di avere avuto particolari aiuti, mentre ha parole positive nei riguardi dell’Udc: “A questo partito vale la pena dare fiducia, è tempo di lasciarsi dietro i laicismi esasperati”. Nei giorni che verranno il nuovo presidente della Regione, ha già detto che mediterà, ed anche molto. Da oggi il tempo corre per gli altri, non per lui.












2 commenti a "Crocetta come “Che” Guevara
“Sarò mite, ma con durezza”"
Vedremo se Crocetta, magari supportato da M5S, metterà a dieta l’ARS, non solo intervenendo sui costi dei consiglieri, ma sforbiciando l’esercito di dipendenti e non sarebbe male anche quello dei 28.000 forestali superiore come numero a tutti quelli delle altre regioni italiane!!
Vigileremo attentamente sulla scelta degli assessori perché dietro assessori apparentemente tecnici non si nascondano uomini di Lombardo e Micciché, stessa cosa per i direttori generali e gli staff di gabinetto. Se rivoluzione deve essere rivoluzione sia, altrimenti il silenzio è più gradito.