di Enzo Coniglio -

Il tormentone delle elezioni si avvia a conclusione confermando la certezza della vigilia: ci troviamo di fronte ad una autentica rivoluzione politica con un assenteismo al 52,5% che lo consacra il primo partito dell’Isola, seguito a ruota dal Movimento 5 Stelle (M5S) di Beppe Grillo con il 14,7%, che raggiunge il 17,9% se consideriamo i voti ricevuti dal suo candidato Presidente, Giancarlo Cancelleri.

Come dire che il 67% degli aventi diritto al voto ha rottamato i partiti che hanno fino ad ora governato la Sicilia. Un 67% a cui si aggiunge il 5% dei voti nulli per un totale del 72%.

Il partito che ha subito il maggior tracollo, una vera débacle, è il PDL con un misero 12,4%, se consideriamo i suoi successi nell’Isola dal mitico 61 a zero del 2001! E’ stato superato persino dal PD (13,4%) che in Sicilia non ha mai governato e che ora governerà insieme all’UDC attraverso il nuovo Governatore, ex comunista e omosessuale dichiarato, Rosario Crocetta. E anche questo è un importante elemento strategico che si aggiunge alla rivoluzione elettorale siciliana, inimmaginabile fino a pochi mesi fa.

Crocetta potrà contare su 39 deputati e non gli sarà difficile fidelizzare i sette necessari per raggiungere il 51% in seno all’Assemblea.

Il segno della rivoluzione continua con la bruciante sconfitta di Nello Musumeci che ha ottenuto il 25,4% e di Giancarlo Miccichè con il 15,5%. E Raffaele Lombardo? Sicuramente felice per la vittoria del figlio Toti; forse non disdegnerà di allearsi con il vincitore.

Crocetta, commentando la sua vittoria, ha dichiarato: “sono un innovatore e un rivoluzionario… Non sono uomo da inciucio o da compromessi... Il mio alleato naturale sarà il popolo siciliano”. Sulla stessa lunghezza d’onda, Giancarlo Cancelleri.

Li dobbiamo prendere sul serio? Se fosse vero quanto affermano, l’attuale rivoluzione siciliana non sarebbe in fondo negativa: quei siciliani, stanchi, delusi e assenteisti, rientrerebbero a pieno titolo in Assemblea come si addice al primo partito, recuperato nella maniera più intelligente del secolo”.