di Giuseppe Bianca -

A metà giornata vincitori e  vinti  sono ancora per strada, ma le verità cominciano a delinearsi e si tirano le somme.  A  risultati ancora da acquisire in via definitiva Crocetta  e Cancelleri sono stati più bravi delle loro liste, centrando i risultati meno brillanti proprio nella province  di appartenenza.  

Nello Musumeci invece, con l’appoggio del PDL non va oltre lo stesso risultato del 2006, candidato all’epoca di Alleanza siciliana,  (5,96) a fronte dell’attuale 6, 47. Numeri questi che peraltro attendo ancora il conforto dell’ufficialità e degli eventuali riconteggi complessivi. Non ci sarebbe stato quindi il valore aggiunto per il leader della destra,  di un candidatura di più ampio respiro, come era forse lecito attendersi, né  è stato apprezzabile  un maggiore traino del PDl a a Catania, dove il presidente  uscente Raffaele Lombardo pare aver in ogni caso tenuto.

Ci sarà tempo per metabolizzare numeri e  ragionamenti, ma intanto a Palermo incalza la lotta per la preferenza.  Nel PD ad esempio,  (543 sezioni su 600) Ferrandelli e Lupo si contendono il gradino più alto con  oltre quattromila voti il primo e 3564 il secondo, mentre Faraone, Cracolici ed Apprendi inseguono sperando nella terza piazza, con Faraone leggermente  avanti.  Il PDL a Palermo conferma un risultato che potrebbe portare all’ARS tre  deputati, con  Cascio, presidente uscente dell’ Assemblea avanti largamente su Milazzo e Scoma, in difficoltà l’uscente Caputo, preceduto anche da Alongi. I risultati ancora sono suscettibili del dato della provincia che con i suoi 82 comuni può fare la differenza.