A metà giornata vincitori e vinti sono ancora per strada, ma le verità cominciano a delinearsi e si tirano le somme. A risultati ancora da acquisire in via definitiva Crocetta e Cancelleri sono stati più bravi delle loro liste, centrando i risultati meno brillanti proprio nella province di appartenenza.
Nello Musumeci invece, con l’appoggio del PDL non va oltre lo stesso risultato del 2006, candidato all’epoca di Alleanza siciliana, (5,96) a fronte dell’attuale 6, 47. Numeri questi che peraltro attendo ancora il conforto dell’ufficialità e degli eventuali riconteggi complessivi. Non ci sarebbe stato quindi il valore aggiunto per il leader della destra, di un candidatura di più ampio respiro, come era forse lecito attendersi, né è stato apprezzabile un maggiore traino del PDl a a Catania, dove il presidente uscente Raffaele Lombardo pare aver in ogni caso tenuto.
Ci sarà tempo per metabolizzare numeri e ragionamenti, ma intanto a Palermo incalza la lotta per la preferenza. Nel PD ad esempio, (543 sezioni su 600) Ferrandelli e Lupo si contendono il gradino più alto con oltre quattromila voti il primo e 3564 il secondo, mentre Faraone, Cracolici ed Apprendi inseguono sperando nella terza piazza, con Faraone leggermente avanti. Il PDL a Palermo conferma un risultato che potrebbe portare all’ARS tre deputati, con Cascio, presidente uscente dell’ Assemblea avanti largamente su Milazzo e Scoma, in difficoltà l’uscente Caputo, preceduto anche da Alongi. I risultati ancora sono suscettibili del dato della provincia che con i suoi 82 comuni può fare la differenza.











