La battaglia è ancora in corso e a cantare vittoria prima che la disputa sia finita c’è sempre il rischio di subire cocenti delusioni. Del pari, cospargersi il capo di cenere prima del tempo, non è affatto vantaggioso, si rischia la depressione magari senza alcun motivo. Siccome non siamo destinatari degli umori prevalenti, una pausa di riflessione possiamo accingersi a proporla, a bocce ferme.

Scattiamo la fotografia del momento, può essere di qualche utilità.

Le emittenti nazionali e la rete riferiscono su un dato clamoroso che, se confermato, viene giudicato uno tsunami per i partiti italiani alla vigilia delle politiche nazionali, perché farebbe del Movimento 5 Stelle, con il 18 per cento dei suffragi (un dato mai messo in discussione sin dall’arrivo dei primi numeri), il primo partito dell’Assemblea regionale siciliana nella prossima legislatura.

Stando ai numeri è così, ma da una analisi un poco più accurata non è affatto così. Per quale ragione? Sia il Partito democratico quanto il Popolo della Libertà hanno messo in campo delle liste civetta, le liste del Presidente, incaricate di raccogliere voti di estimatori del candidato. Sia Crocetta quanto Musumeci, infatti, hanno proposto loro liste in tutte le circoscrizioni provinciale. Entrambi, secondo i dati fin qui pervenuti, supererebbero la soglia di sbarramento del 5 per cento e porterebbero deputati regionali a Palazzo dei Normanni.

Il Pd, allo stato, può contare sul 13 per cento, mentre la lista Crocetta Presidente raggiunge il 6,6: sommati i due numeri, si ottiene il 20,2 per cento.

Il Pdl segue a breve distanza il Pd, con il 12,6 per cento, mentre la lista Musumeci raccoglierebbe il 5,5 per cento dei suffragi. La somma fa 18,1. Siccome il dato del M5S è il 17,9 per cento, ne consegue che i grillini dispongono di un ottimo terzo posto nel Palazzo. Un successo di proporzioni stellari.

E’ possibile ritenere, tuttavia, che una lista Cancelleri, candidato Presidente del M5S, avrebbe potuto raccogliere altri consensi e migliorare il bottino, ma non abbiamo la prova contraria e quindi dobbiamo prendere atto delle cose come stanno.

Difficile sostenere, infatti, che quanti hanno votato la lista di Crocetta Presidente o Musumeci Presidente, siano estranei alla proposta politica del centrosinistra o del centrodestra.

Queste considerazioni non inficiano per niente il valore dell’affermazione grillina, tutt’altro, ma la mantentono entro il recinto della realtà. Il messaggio del M5S diretto a Roma resta forte e chiaro.