di Marianna Messina -
La Clerici, vestita di rosso, è tornata questo Sabato a rendere la prima serata più leggera, forse, sicuramente più canterina con “Ti lascio una canzone” , una gara canora emozionante in cui bambini più o meno piccoli si sfidano a colpi di brani ora belli, ora meno. Come Sabato scorso la bionda di Rai Uno è vestita non così male, e la cosa non smette di stupire. La gara entra immediatamente nel vivoe tra i primi ad esibirsi è Giovanni Sutera Sardo con “Moondance”, viaggia su acque conosciute lui, su acque note. Lo swing è di certo cosa sua, e non cambia né si distrae neanche con l’avvento dell’altrettanto siciliana Miss Italia: una presenza senza dubbio piacevole alla vista, meno, molto meno all’udito. Sarebbe bello avere una Miss Italia dotata di favella, prima o poi.Dopo questo esteticamente interessante ma infelice intervento è il momento di Gabriele Acquavia, il timidone che sembra uscito da una macchina del tempo, che canta “In ginocchio da te”. Questo bambino è davvero dolcissimo, molto bravo. Ma canta sempre canzoni che erano già vecchie appena uscite, ai tempi che furono; sarebbe magnifico dargli fiducia e permettergli di sperimentarsi in altro.A seguito è il momento di “E non finisce mica il cielo” cantata da Valentina Baldelli. Fa impressione vedere una bambina così piccola cantare un pezzo così, lei è bravissima, ma è il resto che è inquietante: la sicurezza, l’espressione del volto, l’interpretazione.  Può essere preso come un complimento, o può esser preso per quello che è: un commento di autentico stupore.  Dalla giuria prende 30, il massimo, e se qualcuno lo merita è lei.

Torna la Trinacria sulla scena con gli scoppiettanti Andrea e Antonino, i “Gianni e Pinotto della Sicilia”, come li chiama la Clerici. Ci danno di nuovo giù con il mambo: com’è che si dice? Squadra che vince non si cambia. Questa volta, simpatia a parte, sbagliano un po’ nell’intonazione ma non nell’ interpretazione: sono showmen già fatti. E si vede bene quando spunta Paolo Belli: lo seguono a ruota, la loro è una vera a e propria esibizione.

Matteo Martignoni, il Brad Pitt di Roma Nord, giunto sul palco elegantissimo come sempre, parte con una nota simpatica: le imitazioni dei giurati; questa parentesi allegra stona un po’ con il momento di grande e bellissima malinconia a cui induce il pezzo da lui cantato, “Rimmel” di De Gregori ,una delle canzoni più belle mai scritte. Matteo è come sempre semplice, intonato, poetico e in questo il testo aiuta in modo decisivo. Lui è uno dei pochi ad avere un repertorio di canzoni tutte belle, tutte intense. Dopo di lui sale in scena Camille Cabaltera con “In assenza di te” di Laura Pausini, dopo “Rimmel” è una vera caduta, neanche un tuffo. Lei è graziosissima, ma non così intonata e in generale l’esibizione è poco convincente.

Carlo Fontani giunge sul palco portando  con sé tutta la sua energia e, interrogato, ammette col candore immediato che solo i bimbi hanno di volere fare da grande l’astronomo. Si misura, questa settimana, con  “La mia moto” di Jovanotti: chitarrina elettrica, suggestioni anni ’90 e ritmo. Sa divertirsi sul palco ed essere energico; forse il pezzo non lo aiuta e così non prende un voto alto. Peccato, è un diavoletto adorabile.

La siciliana Clara Palmeri canta “Domani è un altro giorno”, Clara è bravissima e usa la sua calda voce con maestria, si potrebbe dire, se non suonasse male detto a una bambina. L’esibizione è degnamente coronata dalla fantastica presenza di Ornella Vanoni. Questa donna, questa cantante immensa è diventata un’ ospite quasi ingestibile, un po’ alla Loredana Berté. Come nella sua celebre imitazione sembra davvero ubriaca, e se non ubriaca quanto meno suonata: straparla, racconta sconnessamente, parla ai bambini mentre cantano… insomma una presenza geniale. Invita pure Clara, dopo essersi complimentata, a non muovere nevroticamente la mano come se nuotasse, evviva la sincerità anche quando è “unpolitically correct”.

Segue “Thriller”, cantata da Michele Perniola: non può competere con l’originale e la sua è davvero fin troppo un’imitazione, coreografia annessa e connessa. Poi immediatamente Beatrice Pezzini  che si dimena, dentro uno stupendo abito rosso cinto da una striscia dorata, con “Nessun dolore” . La sua è energia, è talento, è capacità di gestirsi il palco; è chiaro che qui non si ha a che fare con una bambina, ma con una ragazza consapevole dei propri mezzi espressivi, non solo vocali.

La puntata viene vinta da Gabriele Acquavia con “In ginocchio da te” che sfida Vania che canta “Amor mio”di Mina; ma la puntata è tutta sua ormai, di Gabriele, che non si lascia strappare neanche un sorriso quando Antonella Clerici proclama il podio suo.