Allora le cose sarebbero andate così: Silvio Berlusconi un bel mattino si sveglia e non avendo altro da fare, ancora incerto sul suo futuro, alza la cornetta del telefono e chiama Raffaele Lombardo. “Ciao Raffaele, come stai, ho saputo di tuo figlio, i ragazzi crescono” e così via. Finiti i convenevoli, Silvio cerca di addomesticare il governatore, e poi a bruciapelo spara la sua ultima volontà. “Butta a mare Gianfranco perché tanto non ce la può fare, dai una mano a Nello Musumeci, altrimenti la sinistra vince le elezioni e sono guai anche qui a Roma e poi a Milano”.
A quel punto Raffaele, dopo essersi informato sulla salute di Silvio, dei figli e dei nipoti, gli risponde che non ci pensa nemmeno a rubare i voti a Gianfranco Miccichè, che è il suo candidato, e mentre che c’è, magari, aggiunge: ma come ti è potuta venire in testa un’idea così strana?
Ammettiamolo, non ce lo vediamo Raffaele Lombardo che rimprovera Silvio, seppure in disgrazia. Ma per il resto la conversazione telefonica potrebbe essersi svolta così come ve l’abbiamo raccontata, stando alle notizie sapientemente filtrate sui media. Se non fosse finita sui giornali, la telefonata non sarebbe servita a niente, perché un fatto accade solo se si viene a sapere che è accaduto. Siccome il Cavaliere non poteva avere alcun interesse a far sapere di essere stato preso, di fatto, a pesci in faccia dal presidente dimissionario della Regione siciliana, qui c’è qualcosa che non quadra. A cominciare dalla stessa iniziativa, che sembra un brutto segno dello stato d’animo (e non solo d’animo) del Cavaliere.
Come può essere venuto in testa a Silvio Berlusconi di proporre una puttanata simile a Raffaele Lombardo, i cui rapporti saranno stati finora magari formalmente corretti, ma le cui strade politiche si sono divise in modo esemplare con una coda di veleni ancora visibili?
Dobbiamo sospettare che l’ex premier, incalzato dagli eventi incontrollabili, si sia spinto oltre al punto da cercare di fare le scarpe, con una drittata, all’ex figlioccio. I rapporti fra lui e Gianfranco si sarebbero deteriorati al punto da seppellire decenni di amicizia fraterna? La politica, dicono in tanti, non dà spazio agli affetti, ai sentimenti, alla nobiltà d’animo. È come la guerra, una volta che si è scelto il nemico, bisogna fare di tutto per annientarlo.
Ma è proprio così? I fatti sembrano darci una risposta: Silvio telefona a Raffaele per suggerirgli di tradire Gianfranco, il figlioccio del 61 a zero. Raffaele non obbedisce e rende pubblica la telefonata, Gianfranco ne guadagna in prestigio. Avete visto, spargete in giro notizie fasulle su presunti tradimenti di Raffaele e invece le cose stanno diversamente. Ha detto “no” a Berlusconi…













3 commenti a "Silvio, Raffaele, Gianfranco
e il telefono amico"
Ovvio che si Berlusconi sa che Musumeci è alla frutta e se perdono in Sicilia perdono in Italia quindi avrà telefonato non solo a Lombardo ma pure a Casini, ci puoi scommettere ! Anche perchè Miccichè è primo nei sondaggi e loro tremano e se vince lui, altro che ricatto della lega
Ma voi pensate davvero che Berlusconi chiamava Lombardo per dirgli queste cose? Suvvia siamo seri. Queste scemenze li può raccontare un disperato come Miccichè che non ha dove andare a parere .
Vince e alla grande NELLO MUSUMECI perchè molti elettori dell’UDC e del centrosinistra delusi dal passato governo regionale hanno deciso che occorre cambiare davvero pagina. Nello Musuemci è l’unica garanzia di speranza per i Sicilia onesti.
Ma quando mai……..non credo affatto che Berlusconi ha chiamato Lombardo…..ma Miccichè non puoi inventare di meglio?!