di Pino Scorciapino -

Viviamo nei nostri giorni una condizione strana. Diventiamo sempre più “una società del superfluo priva del necessario”. In autostrada meravigliosi tabelloni elettronici avvisano di un “traffico intenso – moderare la velocità” ma poi non abbiamo un centesimo per le opere di manutenzione indispensabili. A cominciare dal ripristino del manto sconnesso, pericolosissimo per gli automobilisti, su quella stessa autostrada.

Con il portatile hai la tua “piazza virtuale” in cui convergono diecimila sedicenti amici e ti colleghi e chatti in tempo reale con una sconosciuta amica neozelandese ma dal tuo paese al paese vicino dove vive tua sorella o tuo fratello non puoi andare perché la strada è franata da tempo (e dovresti fare un giro di ore come itinerario alternativo) e, al solito, Anas o Provincia non hanno un centesimo per finanziare il progetto di ripristino. A scuola ora hanno fatto il loro trionfale ingresso la lavagna elettronica e il registro elettronico.

Il libro elettronico ha sostituito il libro di carta (che impaccio e che vecchiume i libri di carta!…) ma a scuola tu pendolare quest’anno scolastico hai difficoltà enormi ad arrivare e papà ti deve organizzare un trasporto con qualche auto in compartecipazione con altri genitori visto che le autolinee – non più sostenute dai contributi d’una Regione a secco – hanno soppresso anche le corse per i pendolari. Senza contare che la tua scuola è talmente morosa nel pagamento delle bollette, a causa del taglio dei trasferimenti finanziari, che c’è il fondato rischio che l’Enel interrompa l’erogazione elettrica ed allora addio libro elettronico e lavagna elettronica. Per non inquinare nelle città abbiamo realizzato le linee tranviarie e comprato i bus elettrici ed a metano. Ma quando non sono letteralmente “sciacallati” per recuperare pezzi di ricambio (triste immagine) nella migliore delle ipotesi restano nelle rimesse perché la municipalizzata del trasporto urbano sta fallendo per decine di milioni di euro di debiti e su cento bus riesce a metterne in strada si e no dieci al giorno.

E’ paradossale. Si innova ma non ci si preoccupa di capire se siamo in grado di pagare l’essenziale e, soprattutto, se siamo in grado di far funzionare l’essenziale. Ancora una volta il proverbio siciliano “Pani no e cirasi si” dimostra tutta la sua validità. Cinque sante parole che sono perle di saggezza.