Bellolampo è ormai in allarme perenne. A più di due mesi dall’incendio nella discarica di Palermo, con nube tossica al seguito, un’altra bomba ecologica rischia di abbattersi sulla città. La Procura, con un provvedimento urgente, ha sequestrato l’ex poligono militare vicino alla discarica, perché nell’area si è accumulata una presenza di sostanze tossiche ben oltre i limiti consentiti dalla legge. C’è, inoltre, il serio rischio che gli agenti inquinanti abbiano contaminato anche terreni e torrenti circostanti, prima di finire in mare. Lo rivelano le analisi dell’Arpa Sicilia, che hanno hanno evidenziato livelli di Policlorodibenzodiossine 56 volte superiori alla soglia consentita, antimonio 39 volte più alto, piombo 17,4, rame 110 e zinco 7. Il pm Geri Ferrara che coordina le indagini, ancora a carico di ignoti, ha affidato l’area al Comune perché avvii presto la bonifica della zona.
UNA VECCHIA STORIA – Ma il problema non nasce adesso. Il poligono è formalmente passato dal demanio pubblico militare a quello dei Beni patrimoniali dello Stato, il 13 dicembre 2010, come riporta un comunicato del Ministero della Difesa sulla Gazzetta Ufficiale del 21 febbraio 2011. Prima di allora, comunque, parte dell’area è stata concessa all’Amia per implementare la discarica cittadina. Secondo, quanto segnalato dall’Arpa, parte del terreno utilizzato per la realizzazione della quinta vasca sarebbe stato depositato nell’area dell’ex poligono. Come se non bastasse, ad aggravare la situazione sono stati anche i trafficanti di rame, che vi si recavano per bruciare cavi elettrici, così da ricavarne metallo. Per non parlare, poi, dei residui di polvere da sparo e pallottole derivanti dalle esercitazioni militari.
L’AMIA DENUNCIA – Intanto, l’Amia mette le mani avanti e fa sapere di aver già denunciato il problema “con espresse comunicazioni di legge”. L’ex municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti a Palermo, tiene a precisare che “pur non essendo il proprietario dell’area, né il soggetto responsabile della predetta contaminazione, né l’ente preposto agli interventi di bonifica, ha predisposto tutti gli studi e le analisi propedeutiche alla messa in sicurezza del sito, al fine di risolvere definitivamente il problema”.
IL COMUNE SI ATTIVA – Il Comune di Palermo, dall’altra parte, tiene a precisare, con una nota diffusa oggi pomeriggio, che, come l’Amia, “pur non essendo proprietario dell’area e non essendo, da gennaio del 2010, coinvolto nella gestione della discarica”, ha immediatamente disposto contatti con tutti gli enti interessati, tra cui la stessa Amia, l’Arpa, il Commissario per l’emergenza. “L’obiettivo – fanno sapere dal Comune – è quello di convocare nei tempi minimi necessari una conferenza di servizi per stabilire tempi e modalità di intervento per procedere alla bonifica dell’area e, come richiesto dalla Magistratura, rimuovere le cause della situazione di inquinamento”. Nella speranza che, nel frattempo, le piogge incombenti non creino lo stesso danno ambientale causato dalle fiamme della scorsa estate, portando a valle un fiume tossico con le conseguenze che è facile immaginare.
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