“Secondo la nostra ricostruzione, la trattativa tra Stato e mafia inizia nella prima Repubblica, ma finisce nella seconda: molti di coloro che sanno, sono ancora in azione”. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, parlando all’ottavo Forum nazionale contro la mafia in corso a Firenze. “Poi -ha proseguito- ci sono quelli che sono negli apparati investigativi, nei servizi di sicurezza; ce ne sono tanti”. Il procuratore aggiunto di Palermo ha ribadito che “la trattativa c’e’ stata, non e’ una presunta trattativa e non puo’ essere stata a conoscenza di pochi e neanche soltanto degli imputati del processo che sta per iniziare. La trattativa -ha concluso Ingroia- deve aver coinvolto decine e decine di uomini dello Stato”.
“Se io restassi, sono facile profeta nel dire che le polemiche e gli attacchi nei miei confronti non si fermerebbero”. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, parlando al Forum nazionale contro la mafia in corso a Firenze, riferendosi all’incarico Onu in Guatemala. “Non rinuncero’ al mio incarico delle Nazioni Unite in Guatemala -ha ribadito Ingroia- e’ un incarico importante che considero una proiezione a livello internazionale dell’impegno svolto per oltre vent’anni in Italia. Si e’ detto di una mia fuga, di un mio esilio volontario, che avrei mollato, che avrei paura di affrontare il processo: nulla di tutto questo, ho le spalle abbastanza larghe”. Secondo Ingroia “le polemiche non hanno come obiettivo il dottor Ingroia, ma le indagini condotte dal dottor Ingroia. Si vuole creare disorientamento nell’opinione pubblica -ha affermato il procuratore aggiunto di Palermo e danneggiare cosi’ le indagini. Se io accetto l’incarico dell’Onu sono convinto che ci saranno meno attacchi a me e al pool di Palermo. Credo che saranno piu’ i vantaggi che gli svantaggi. Sono sicuro che i colleghi faranno emergere la verita’ e continueranno il loro lavoro”. Ingroia pero’ ha ammesso che sulla sua decisione di accettare l’incarico Onu pesa il fatto che “le polemiche fanno male -ha concluso- e per quanto ci si difenda, la traccia rimane”.
”Non conoscevamo gli ultimi aggiornamenti della procedura penale e ritenevamo, da conservatori, che la sede in cui un pm puo’ e deve dire cio’ che sa fosse l’eventuale processo e non il Guatemala, dove il dottor Ingroia si rechera’ per evitare il processo”. Cosi’ Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato, commenta le dichiarazioni odierne del procuratore aggiunto di Palermo.











3 commenti a "Ingroia, arrivederci amaro
Quagliarello: “Pm parla in aula”"
Al Procuratore Dott. Antonio Ingroia va l’apprezzamento sincero dei Cittadini liberi e pensanti che, grazie al suo impegno, hanno avuto la possibilità di entrare nell’anticamera della Verità ed ora, per Amore della Verità e Sete di Giustizia, intendono lottare “fino all’ultimo giorno della propria vita” per onorare la memoria di Giovanni e Paolo e contribuire a liberare le nostre terre bellissime e martoriate dall’oppressione del sistema criminale, ormai non più deviato!
Per questo, noi cittadini, continueremo a sostenere i Magistrati Antimafia di Palermo perché vengano recisi definitivamente tutti i legami della mafia con i settori “deviati” dei partiti e delle istituzioni!!!
Antonio, continueremo ad esserti vicino come pure sosterremo, con tutte le nostre forze, il pool di Magistrati di Palermo e a tutti esprimiamo sentimenti di vicinanza sincera. Grazie!!!
Quagliarello farebbe bene a tacere ! La vecchia classe politica farebbe bene a lasciare le Istituzioni che rappresentano senza dignità’ . PP
Sto leggendo il libro del Dott.Ingroia “PALERMO”. Lo consiglio a chi vuole comprendere con semplici parole gli avvenimenti MAFIOSI ED ANTIMAFIOSI a Palermo NEGLI ULTIMI 30\40 ANNI.
Racconta in prima persona e con competenza i giorni, i processi, le manifestazioni e le “emozioni” vissute al Tribunale di Palermo; dentro e fuori quelle aule, prima e dopo le morti dei Giudici. Cristina