“Siamo così choosy che non scegliamo di votarvi! 16 novembre studenti in piazza”: questa la frase presente negli striscioni lasciati nella notte tra il 24 e il 25 Ottobre dagli studenti dell’ateneo palermitano davanti le sedi dei partiti, Pd, Pdl, Mpa e Grande Sud, per rimarcare ancora una volta il loro netto rifiuto dinanzi alla casta politica tutta, impegnata nell’ennesima snervante campagna elettorale autoreferenziale. Tale quadro viene ampliato dall’ennesima provocazione giunta a studenti e precari da parte del ministro Elsa Fornero, con il suo definire potenziali “Choosy” i giovani studenti, sempre più oppressi da austerity e tagli violenti ad un mondo della formazione sempre più escludente, per un mondo del lavoro sempre più evanescente, in un paese in cui il tasso di disoccupazione giovanile raggiunge cifre esorbitanti”.
“In questo panorama di crisi, austerity e sprechi continui di una casta ladra e corrotta, gli studenti e le studentesse dell’ateneo palermitano si preparano a scendere in piazza il 16 novembre, giornata in cui gli studenti si preparano a bloccare tutto ancora una volta!! “Contro crisi, sprechi e austerity del governo Monti, il 16 novembre cacciamo la casta”, si legge nel comunicato ricevuto dal Collettivo universitario.














Un commento a "Studenti vs “casta”: “Così choosy
che scegliamo di non votarvi”"
Rifiuto o restituzione con verbalizzazione delle schede:
riferimenti normativi e prime indicazioni
ISTRUZIONI PER L’ELETTORE
1) andare a votare, presentarsi con i documenti + tessera elettorale e farsi vidimare la scheda
2) NON TOCCARE LA SCHEDA (se si tocca la scheda viene contata come nulla e
quindi rientra nel meccanismo del premio di maggioranza)
2) ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (dopo vidimata), dicendo:
‘rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato!’
3) pretendere che venga verbalizzato il rifiuto della scheda
4) esercitare,se si vuole, il proprio diritto di aggiungere, in calce al verbale, un
commento che giustifichi il rifiuto (ad esempio, ma ognuno decida il suo motivo:
‘nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta’ – oppure: ‘perché nessun
partito ha nel suo programma il ripristino della sovranità monetaria costituzionale’)
(d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 – art. 104, già citato) così facendo non voterete, ed
eviterete che il voto,nullo o bianco, sia conteggiato come quota premio per il partito
con più voti.
L’art. 104, comma 5, del Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 e successive modifiche recita: “Il segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.”