Nonostante la non più giovanissima età è la più conosciuta e frequentata Siciliana al mondo. Stiamo parlando della “Difesa Siciliana”, una strategia d’apertura degli Scacchi la più giocata in assoluto dagli scacchisti di tutto il pianeta, che fra cinque anni festeggerà il suo quarto centenario. Perché si chiama così? Per il semplice motivo che chi l’ha inventata era un siciliano: Don Pietro Carrera (Militello 1573 – Messina 1647) che nel 1617 pubblicò ben otto volumi sugli Scacchi dove descrisse per la prima volta la sequenza di mosse (1.e4 c5) che poi prese il nome di Difesa Siciliana. Naturalmente solo verso la fine del ‘800 con la diffusione degli Scacchi tale difesa cominciò ad essere particolarmente approfondita, fino ad oggi che sono addirittura migliaia le varianti e sottovarianti che vanta la “Siciliana”, molte estremamente valide, tanto da essere utilizzate da tantissimi giocatori e da tutti i più forti in assoluto.
Il riconoscimento scacchistico alla Sicilia d’altronde non poteva essere più che legittimo visto che proprio dalla nostra isola (insieme alla Spagna) gli Scacchi fecero il loro ingresso in Europa intorno al IX sec. d.C. con le invasioni arabe di quel tempo. Sebbene le origini degli Scacchi infatti non sono certe né per il periodo (I-III sec. d.C.?) né per il luogo (Cina?) la tesi più accreditata e documentata è quella che piazza in India intorno al VI sec. d.C. il gioco su scacchiera più simile a quello attuale, da dove il gioco poi passò in Persia, quindi in Arabia ed infine in Europa tramite appunto anche la Sicilia.
Le denominazioni delle partite di Scacchi, ricordiamo, si riferiscono all’Apertura, fase nella quale i giocatori predispongono i propri pezzi seguendo precise strategie che vengono chiamate e distinte o col nome del giocatore che l’ha giocata per la prima volta o con il luogo dove questo è avvenuto. I giocatori siciliani però oltre che per aver inventato tale sequenza di successo si sono anche distinti per dimostrarsi abili scacchisti. Oltre il già menzionato Carrera anche e soprattutto il siracusano Paolo Boi dello stesso periodo, poi quando gli Scacchi diventano il gioco più diffuso al mondo, nel ‘900, da segnalare più degli altri l’agrigentino Vincenzo Nestler, due volte campione italiano assoluto nel 1943 e nel 1954.
Negli Scacchi moderni dal dopoguerra in poi solo dopo gli anni ’80 si è avuto invece un nuovo risveglio agonistico con i numerosi Maestri che si sono formati fino ai giorni d’oggi da Siracusa ad Agrigento, da Piazza Armerina a Lentini, da Catania a Messina e soprattutto Palermo specie per numero. Ovviamente tutti aventi nel loro repertorio la “Difesa Siciliana”. A luglio di quest’anno infine ben tre siciliane in carne e ossa (tutte e tre palermitane) hanno calamitato l’attenzione di tutti, Tea Gueci di appena 12 anni che sorprendentemente ha vinto il titolo italiano femminile assoluto, Alessandra Arnetta che è giunta seconda e Laura Gueci (14 anni), sorella di Tea, che è giunta terza. Insomma Siciliane in ogni caso sulla cresta dell’onda.












