di Giuseppe Bianca -

Siamo  partiti dalle “criptochecche” e siamo arrivati a  panell….O e crocchè, dispute su voti disgiunti e trasversali che vorrebbero Raffaele Lombardo votare per Crocetta e non Miccichè.  Nella bagarre dialettica che a tratti si  è scatenata non risparmiando neanche  il web, la  politica dei contenuti, della chiarezza, del messaggio preciso e diretto, è stata soffocata dal ruvido corpo a corpo  che i candidati hanno dovuto ingaggiare per non perdere colpi e restare a galla.

Colpa anche dell’interesse ai  minimi storici della gente per queste elezioni, con riflesso quasi automatico, che si andrà a concretizzare  in astensionismo e voto di protesta. E così  abbiamo avuto Sel contro Miccichè come start up delle gentilezze, con telefonata di scusa di Claudio Fava al palermitano che ha poi ringraziato su Twitter, la Marano vs  Crocetta sulla politica sanitaria  ed il sostegno dell’Udc,  passando dal famoso video, quasi un semiflop, sui termovalorizzatori che avrebbe dovuto rivelare, secondo Crocetta, verità nascoste.  Proseguendo per un escalation,  roba minima, che ha finito con il nauseare in alcuni casi l’elettore frastornato e motivarlo ancor meno sulla sua partecipazione.

Da Grillo in poi, è stata invece battaglia. Il tour di due settimane del comico genovese ha messo addosso  parecchie ansie a tutti i big, nessuno escluso, più delle telecamere di Report e di Servizio Pubblico, che pure si sono aggirate rapide e feline nelle loro incursioni  in  città.  Forse queste elezioni  regionali passeranno alla storia  per gli esiti che determineranno , i riposizionamenti e le refluenze nazionali,  sicuramente non per le cose che si sono dette. Tra poco,  siamo quasi alla vigilia, il silenzio s’imporrà su tutti. Almeno per una volta.