di Alessandro Bisconti -

Adesso il rischio è quello di dare un peso spropositato ai tre match consecutivi senza sconfitte. In casa Palermo l’atmosfera è meno tesa di qualche settimana fa, la delusione che serpeggiava prima nello spogliatoio, non solo sugli spalti, ha fatto spazio all’ottimismo. Ma il rischio di rimanere coinvolti nella lotta per non retrocedere fino alla fine è reale. E il calendario non aiuta. Il ciclo terribile, trasferta a Siena, Milan in casa e gita a Roma in casa Zeman, mette i brividi. E può aprire scenari imprevisti e densi di incognite. Tutto in sette giorni.

Il Palermo si tuffa nel tour de force con poche certezze. Il fatto che nelle ultime due uscite il migliore in campo sia stato Ujkani, non è un bel segnale. Come quello che senza Miccoli, la squadra manifesta seri problemi di stitichezza. Appigliarsi ai gol di Giorgi appare un azzardo, Dybala s’è rivelato acerbo, Hernandez è ai box, Budan è piombato nel dimenticatoio, Ilicic è sempre più costante nella sua discontinuità. I rimedi sono difficili da individuare e sarà complicato tirarsi fuori.

In parole povere il Palermo non è più in crisi, i giocatori hanno fiducia in Gasperini e nei suoi schemi, ma la classifica resta deprimente. Sei punti in otto giornate e ultimo posto virtuale (il Siena senza la penalizzazione sarebbe davanti di due lunghezze) mettono i brividi. Il mercato di gennaio, ultima scialuppa di salvataggio alla quale aggrapparsi, è lontano. Per intonare il de profundis, però, c’è ancora tempo.