Vite parallele per Alfano e Allegri: sono stati “assunti” dal Cav quasi negli stessi giorni al vertice rispettivamente del Pdl e del Milan, potrebbero saltare insieme, o quasi, a causa della prossima “partita” che entrambi giocano in Sicilia. Angelino la gioca domenica, 28 ottobre, Allegri due giorni dopo, martedì a Palermo. Ed è scontro per la “salvezza”, nientemeno. Chi l’avrebbe mai detto? Sia il Pdl quanto il Milan fino a qualche anno fa viaggiavano nella zona alta, lottavano per lo scudetto e la primazia, ed ora devono evitare di finire in serie B.

Allegri potrebbe saltare addirittura in anticipo, dopo la gara con il Malaga in Coppa dei Campioni, poi avrà il Genoa il sabato e quindi il Palermo, martedi prossimo. Un trittico micidiale. Per uscirne “vivo”, deve vincere in tutte e tre le gare. Non è impossibile, ma è molto complicato per come stanno le cose.

Angelino Alfano gioca in casa, in Sicilia, domenica per le regionali e punta su Nello Musumeci, che ha ricevuto in prestito da Francesco Storace. L’ha “acquistato” senza faticare troppo, perché Musumeci ha militato in una squadra di serie inferiore, nel senso dei consensi e non delle intelligenze (ci mancherebbe altro). La partita è incerta, dovrà vedersela con Rosario Crocetta e con Gianfranco Miccichè: il primo può strappargli il successo finale a conclusione del “torneo”, il secondo costituisce una insidia, forse di minore entità per quanto riguarda la vittoria finale, ma di sicuro può togliergli quel che serve per arrivare in fondo in testa.

Nel Pdl aspettano al varco il coach siciliano: le elezioni siciliane possono diventare un formidabile trampolino di “rilancio” per il partito crollato nelle intenzioni di voto al 14-17 per cento, stando agli ultimi sondaggi, superato perfino dal Movimento 5 Stelle, ma può trasformarsi in un funerale di terza classe, che darebbe alle “amazzoni” del Cavaliere – ribatizzate da Erinne  (Santanchè, Biancofiore, Di Girolamo ecc) – lo strumento per pretendere la testa di Angelino.

Renato Schifani vigila sul segretario e gli regala incoraggiamenti, iniziative e strategie nuove da mettere in campo (il manifesto dei moderati per il nuovo Stato), ma sarà tutto vano se il Pdl perderà la partita siciliana. E’ pronto il ritorno a Forza Italia, la rottamazione del partito e del gruppo dirigente, l’uscita (quasi certa) degli ex An e la fine della grande area dei moderati per la quale Angelno si spende giorno e notte.

Il Cav non fa mistero, sia per Allegri quanto per Alfano, di aspettare la Sicilia. Il congedo, dunque, potrebbe arrivare a distanza di poche ore. O quasi. A meno che il gruppo dirigente del Pdl non si sollevi come un sol uomo (Lupi, Formigoni, Cicchitto, Gasparri, La Russa, Gelmini, Frattini ecc) mettendosi di traverso. Per Allegri, in caso di sconfitta, le chance di sopravvivenza sono inferiori. La squadra non ha voglia di schierarsi dalla sua parte, ci sono Tassotti e Gattuso che bussano alla porta.