Questa crisi, sembra destinata a toglierci ogni piacere. Tralasciando cinema, serate danzanti e ristoranti, che secondo l’ex premier erano sempre pieni, adesso è minacciata anche la tradizione italiana per eccellenza: stare a tavola con la famiglia e con gli amici. Per non parlare dei possibili effetti sulla salute e sulle tasche di chi ha già poco o niente. E il governo sembra non accorgersene. Secondo la Coldiretti, in merito all’analisi dell’Istat sugli effetti della legge di stabilita’ per le famiglie “con l’entrata in vigore della superIva la spesa a tavola degli italiani crollera’ oltre il 3%, per effetto degli aumenti stimati in mezzo miliardo di euro”. Un’ulteriore contrazione dei consumi che avrà ripercussioni inevitabili anche sulle imprese del settore. Aumenti, stimati dal 10 all’11 per cento, riguarderanno alimenti come carne, pesce, yogurt, uova ma anche per riso, farine, miele e zucchero, mentre il rincaro dal 21 al 22 per cento riguarderà vino, birra e acqua minerale. Ma non è tutto. Il menu è già cambiato: a tavola si prediligono pane e pasta. E se il ridotto consumo di bistecche puo’ dare una mano alla salute, sicuramente lo stesso non vale per quello di pesce e ortofrutta.
Dati che preoccupano anche il presidente e il direttore di Coldiretti Sicilia, Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione: “La legge di stabilità colpisce il potere d’acquisto delle famiglie siciliane già duramente scosse dalla crisi. La riduzione dei consumi alimentari non risparmia l’Isola dove si moltiplicano i gruppi di acquisto e aumenta sempre di più la scelta degli acquisti diretti in campagna dove alla qualità si associa un prezzo adeguato. La scelta di mangiare più pasta e meno carne è stata registrata dallo studio presentato a Cernobbio la scorsa settimana e dimostra che la spesa sta cambiando molto anche le abitudini alimentari. Ma attenzione a non trascurare la qualità e la provenienza. Comprare alimenti come l’olio a pochi centesimi significa andare incontro a danni alla salute”.










