Una tre giorni, svoltasi tra il 19 e il 21 ottobre presso i Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, che ha offerto un ricco programma di incontri, laboratori, proiezioni e attività culturali. Il progetto “Fa’ la cosa giusta!”, nato nel 2004 da un’idea della casa editrice milanese Terre di mezzo, è diventato negli anni un emblema dell’economia solidale. Dopo le città di Milano e Trento, la manifestazione è approdata quest’anno anche in Sicilia.
La manifestazione ha riscosso notevole successo e ha ospitato migliaia di persone tra visitatori ed addetti ai lavori, assicurando un’alta qualità degli incontri e dell’offerta e facendo vivere i Cantieri – spazio purtroppo non ancora del tutto recuperato e restituito alla città – in un modo assolutamente nuovo. Organizzata dalla Società cooperativa “AltriRitmi” e dal “Comitato fa la cosa giusta! Sicilia”, l’iniziativa ha avuto anche il patrocinio del Comune di Palermo – Assessorato alla Cultura, dell’Istituto Nazionale di BioArchitettura, dell’ADI (Associazione per il disegno industriale), del Consiglio Nazionale dei Chimici nonche’ infine quello del Distretto Culturale di Palermo.
Editoria, moda, cosmesi, servizi etici, design, produzioni alimentari bio ed equo-solidali hanno popolato lo spazio dei Cantieri, manifestando alla cittadinanza la volontà e la necessità di un impegno concreto volto al cambiamento, in cui persone ed enti con competenze e specificità diverse hanno proposto strategie e soluzioni per un futuro sostenibile.
Spinta dal rischio concreto di declino economico e ambientale, ma anche da una sorta di sfiducia nel futuro, la vera e propria community riunitasi ai Cantieri ha proposto nuove e numerose strade e prospettive, nonchè possibili modelli e parametri da adottare per una rivoluzione del risparmio e dell’efficienza energetica, facendo così scoprire ai molti curiosi – più o meno esperti in materia – la possibilità reale di una conversione ecologica nello stile di vita del cittadino e delle imprese.
Eco, bio, sviluppo sostenibile, riuso creativo e bene comune sono state le parole chiave che hanno nutrito lo spirito del week end. Un’esperienza che ha messo insieme persone, funzioni, luoghi e conoscenze, mobilitando saperi e competenze e coinvolgendo in modo attivo e – anche attraverso il mezzo laboratoriale – attività molto diverse tra di loro, supportate da un’unica etica.
A giudicare dall’affluenza registrata nel weekend l’impegno e la forza di “Fà la cosa giusta” sembrerebbero poter incidere sul modus agendi e sull’etica del cittadino se informato sull’esistenza di nuovi processi produttivi, compatibili con l’ecosistema, e di prodotti anch’essi in armonia con l’ambiente.
“È importante cambiare l’approccio che si ha con l’ambiente – spiega Agnese Giglia, referente per la regione Sicilia di ADI, associazione per la tutela, lo sviluppo e la diffusione del desing nel territorio -. Si pensa che il nostro proprio ambiente sia solo la nostra abitazione, invece anche tutto l’ambiente esterno ci appartiene. Bisogna imparare a tutelare la natura e rivolgerle la stessa attenzione e la cura che si ha per un figlio.”
Se la parola crisi non comporta solo difficoltà, ma anche l’esigenza del cambiamento, con un atteggiamento diverso, nuovo, razionale ed emotivo al contempo, ciascun consumatore può quindi attivare delle buone pratiche, e gradualmente coinvolgere gli altri. Semplicemente osservando come e dove vengono realizatii i prodotti (se arrivano da molto lontano inquinano di più), ponendo attenzione nel differenziare i rifuti, coltivando i piccoli orti dentro casa, si può diventare attori e promotori di uno stile di vita sostenibile.
Infine le visite guidate all’interno dei Cantieri Culturali, a mò di “passeggiata nel tempo” per far conoscere la storia del luogo dalla nascita delle Officine Ducrot a oggi, progetto del Comitato “I Cantieri che vogliamo”, hanno reso ancora più piacevole, interessante e dinamico il contesto di “Fà la cosa giusta”.










