L’istituzione delle citta’ metropolitane di Palermo, Catania e Messina con la conseguente riduzione della province siciliane da nove a sei, la formazione di Conferenze permanenti dei sindaci e la soppressione di enti come gli Ato, gli Iacp e le Asi. E’ racchiusa tutta in questi termini la proposta di legge regionale dell’Urps sulle ”Norme su riordino delle Province e istituzione delle Citta’ Metropolitane”.

Un testo che nell’intenzioni dell’Unione delle province siciliane potrebbe essere varato nel 2018, prevedendo quindi per la tornata elettorale provinciale del 2013 l’applicazione della normativa vigente. ”E’ il momento opportuno per la riforma e il riordino degli Enti locali in Sicilia – spiega Giovanni Avanti, presidente dell’Urps e della Provincia di Palermo -, sia per contrarre i costi della macchina amministrativa che per innalzare la qualita’ e l’efficacia dei servizi offerti ai cittadini, realizzando un nuovo assetto territoriale piu’ idoneo in vista delle sfide che dobbiamo affrontare”. La road map e’ gia’ segnata. Tocchera’, infatti, al nuovo governo regionale, scelto dai siciliani con le elezioni del prossimo 28 ottobre, procedere alla razionalizzazione del settore. Un disegno di legge in materia dell’ex assessore alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica della Regione siciliana, Caterina Chinnici, infatti, rinvia ad una norma da emanarsi entro il 31 dicembre 2012 la riforma delle province.