E’ stata uccisa con due coltellate al collo, che le hanno reciso la carotide, la 17enne Carmela Petrucci, ammazzata da Samuele Caruso, l’ex fidanzato della sorella. E’ quanto emerge dall’autopsia eseguita all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo.

La sorella, Lucia Petrucci, non sa ancora dell’atroce fine della sorella di un anno piu’ piccola di lei. Ricoverata nel  reparto di Rianimazione dell’ospedale Cervello di Palermo, dove e’  stata ricoverata ieri subito dopo l’aggressione, non e’ piu’ intubata, ma le sue condizioni sono ancora gravi. Da ieri sera, da quando non e’ piu’ intubata, non fa che chiedere notizie della sorella Carmela, ma  nessuno, neppure i genitori che l’hanno vista per qualche minuto  soltanto, ha avuto il coraggio di dirle la verita’. Carmela e Lucia  frequentano la stessa classe fin dalla prima elementare. Chi le  conosce le descrive come due ragazze particolarmente unite, sempre  insieme. E ieri pomeriggio, come ricostruito dalla Polizia che indaga  sull’omicidio, Carmela e’ morta proprio per difendere la sorella  Lucia.

“Lucia non fa che chiedere  della sorella Carmela, ma noi per ora evitiamo di dirle la verita’.  Sara’ compito di uno psicologo dirle quanto accaduto. Anche se io sono convinto che Lucia sappia che la sorella e’ morta”. Lo ha detto  Giuseppe Termini, primario di Chirurgia dell’ospedale Cervello di  Palermo parlando delle condizioni di salute di Lucia Petrucci.  “Le abbiamo detto che la sorella Carmela e’ ricoverata in un  altro ospedale – ha detto Termini – e che la stiamo curando. Non fa  che chiedere a tutti i medici e gli infermieri come sta la sorella”.  Lucia ricorda tutto dell’aggressione, “ma non ho voluto chiederle  nulla per evitare un ulteriore choc”.

Lucia Petrucci e’ ancora in Rianimazione ma le sue condizioni  sono migliorate, nonostante le venti coltellate subite.  ”Lucia Petrucci e’ stata  colpita da almeno venti coltellate su tutto il corpo, dalla schiena  alla lingua, dalla clavicola alla guancia, e alle labbra. Le abbiamo  dato oltre cento punto di sutura su tutto il corpo”. Lo ha detto  Giuseppe Termini, primario di Chirurgia dell’ospedale Cervello di  Palermo durante il bollettino medico della studentessa ferita ieri  dall’ex fidanzato che ha ucciso la sorella Carmela.  “Lucia restera’ almeno per altre 48 ore in Rianimazione – dice  il medico – anche per evitare contatti con altre persone che le  possano dire che la sorella e’ stata uccisa”.Lucia e’ stata colpita con  almeno 20 coltellate in un modo davvero barbaro, l’aggressore l’ha  accoltellata come se avesse usato un bisturi, i tagli sono tutti  lineari e non frastagliati”.  Continua Giuseppe Termini. Alla lettura del bollettino medico ci sono anche l’anestesista  Agostina Pisciotta e il dirigente medico Antonino Puccio. “La ragazza  e’ arrivata al pronto soccorso in condizioni lucide – ha detto ancora  il primario Termini- anche se era sotto choc – ha avuto almeno 20  coltellate su tutto il corpo: quella piu’ grave e’ la coltellata nella regione lombare, proprio sopra l’ossa sacro. Una ferita lunga almeno  13 centimetri che sanguinava moltissimo. Mi ha colpito il fatto che  fosse una ferita lineare, proprio come se fosse stato usato un  bisturi. Lo stesso e’ accaduto alla lingua, ha anche una ferita al  labbro di almeno 4 centimetri. Inoltre ha una ferita trasversale  all’inguine sinistro di 7-8 centimetri e anche una ferita alla  guancia”.  E’ lo stesso primario a spiegare ai giornalisti che la ferita  vicina alla clavicola poteva essere letale perche’ era proprio accanto all’arteria succlavia. “Se fosse stata colpita sull’arteria sarebbe  morta dissanguata”, ha spiegato.

Ieri al suo arrivo in ospedale la giovane Lucia e’ stata sottopsota ad un intervento chiurugico durato 3 ore a cui ha  partecipato anche il chirurgo plastico per suturare le ferite al  volto, alla lingua e al labbro. “Il quadro comunque e’ confortante -  dice ancora Giuseppe Termini – la ragazza e’ lucida pero’ nonostante  le sue condizioni siano migliorate preferiamo tenerla ancora nel  reparto di rianimazione per almeno 48 ore. Nel frattempo chiamiamo  anche uno psicologo che le potra’ dire con dolcezza che la sorella e’  morta. E’ una storia veramente tragica”.       

”La violenza si e’ presentata  veloce e distruttiva nelle nostre vite, si e’ scagliata con il suo  peggiore volto sulla nostra comunita’ scolastica e con maggiore  severita’ sulla famiglia di Carmela e di Lucia, una famiglia come le  nostre, una famiglia che abbiamo deciso essere la nostra. Perche’  avvertiamo forte il dolore della mamma e del papa’ di Carmela, del  fratello che e’ stato allievo del nostro istituto, indoviniamo lo  smarrimento che si impadronira’ di Lucia una volta dissoltisi gli  effetti degli anestetici, quando il suo corpo si avviera’ a  guarigione, come sembra probabile e come noi auspichiamo”. Comincia  cosi’ la lettera aperta che Vito Lo Scrudato, preside del Liceo  Umberto I di Palermo, indirizza agli studenti, ai docenti e al  personale dell’Istituto all’indomani della tragedia costata la vita a  Carmela. Una vita stroncata in un attimo nel tentativo di difendere la  sorella da quel ragazzo che su Facebook usava il nomignolo di  ‘Tigrotto’, ma che non si rassegnava alla fine della sua storia  d’amore. Al quarto piano dell’ospedale Cervello di Palermo, dove Lucia ieri e’ stata sottoposta ad un intervento chirugico a seguito dei  numerosi fendenti che hanno raggiunto anche lei, i nonni disperati  hanno chiesto “una pena esemplare”. “Ci vuole l’ergastolo – hanno  urlato al magistrato -. Aveva 17 anni e noi non la vedremo piu’.  Vigliacco, vigliacco”.

“Un evento che non ha un senso – dice Lo Scrudato  -. Abbiamo bisogno delle parole giuste per narrare una storia che  sconcerta e lascia muti. La storia ci narra della perdita da parte  dell’omicida della facolta’ di gestire i conflitti interpersonali col  dialogo e soprattutto con l’accettazione e il rispetto delle idee e  delle posizioni altrui. La violenza e’ sembrata in questo caso, e in  molti altri di cui ci narra la cronaca, l’unica strada praticabile,  l’unica soluzione, laddove, e’ evidente dagli effetti, la violenza e’  tutt’altro che una soluzione, essendo semmai il punto di partenza per  insanabili e piu’ grandi problemi”. Nella lettera in cui Lo Scrudato punta il dito contro un mondo  dell’affettivita’ e dell’amore, inteso spesso ”il banco di prova  dell’affermazione individualistica, di relazioni improntate al  possesso”, invece che come ”un incontro tra esseri unici e  complessi”, il preside rivolge “un pensiero di partecipazione al  dolore” alla famiglia di Carmela e Lucia, perche’ ”possiamo  caricarcene un poco, dividercelo tra di noi, perche’ a loro sia piu’  lieve il dolore che dall’una e mezza di ieri li ha colpiti con una  severita’ eccessiva per le forze di una mamma e di un padre. A loro  rivolgiamo l’augurio – conclude Lo Scrudato – di ritrovare una qualche serenita’, una condizione minima per continuare il loro viaggio, la  loro vita di famiglia”.

“Ciao, Carmela. Ti ricorderemo  sempre cosi’. I tuoi compagni e docenti dell’Umberto”. La scritta  campeggia grande sul sito del Liceo classico Umberto Primo di Palermo, la scuola frequentata da Carmela Petrucci. Accanto alla scritta c’e’ una  foto di Carmela sorridente, che passeggia in riva al lmare. Oggi e’  giornata di lutto al Liceo Umberto, uno dei piu’ prestigiosi di  Palermo. Le due sorelle frequentavano la terza L, la stessa classe,  perche’ Carmela, di un anno piu’ piccola di Lucia, e’ andata a scuola  ad appena cinque anni. Oggi il preside dell’istutito, Vito Lo  Scrudato, ha inviato una lettera aperta ai docenti e agli studenti per ricordare la tragedia che ha colpito la famiglia e la scuola.

Intanto verra’ eseguita oggi pomeriggio alle 15 all’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Palermo  l’autopsia sul cadavere.  L’assassino, Samuele Caruso, ha confessato l’omicidio dopo tre ore di  interrogatorio. Le due sorelle, poco prima delle 14, sono tornate casa accompagnate dalla nonna materna, quando hanno trovato nell’androne  Caruso armato di coltello. Lucia, spaventata dall’ex che da tempo la  perseguitava con telefonate e sms, ha gridato al fratello di aprire in fretta il portone. Urla, spintoni e all’improvviso la follia omicida.  Carmela ha tentato di proteggere la sorella ma e’ stata raggiunta dai  fendenti mortali. Lucia e’ invece rimasta gravemente ferita. Le sue  condizioni sono comunque migliorate. E’ stata proprio Lucia a indicare agli investigatori il nome dell’assassino arrestato dopo poche ore.  Caruso e’ rinchiuso nel carcere Ucciardone in attesa dell’udienza di  convalida del gip di Palermo.

“Di fronte alla tragica morte  oggi a Palermo di una ragazza di 17 anni e il ferimento della sorella  per mano di un giovane di 22 anni, ex fidanzato di una delle ragazze,  siamo sconvolte e addolorate. Siamo di fronte all’ennesimo episodio  non piu’ tollerabile di violenza maschile contro la donna. Nonostante  le nostre ripetute sollecitazioni le istituzioni continuano ad  ignorare il grave fenomeno del ‘femminicidio’ purtroppo in espansione. Pretendiamo che si mettano subito in atto tutte le azioni (legate  all’educazione, alla prevenzione e alla tutela) e gli interventi utili a evitare il perpetuarsi di tali comportamenti lesivi della liberta’ e della vita delle donne”. E’ quanto scrive in una nota il Coordinamento antiviolenza 21 luglio, dopo l’omicidio di Carmela Petrucci di 17  anni. Il coordinamento ha organizzato per questo pomeriggio alle ore  17 un presidio in piazza Castelnuovo, davanti al Teatro Politeama.