I manifesti inviano messaggi indesiderati o beneauguranti senza che alcuno ci metta mano. Il tempo li logora, e attraverso lo squarcio appare una faccia, un tazebao, una parola che si compone come per miracolo con il resto del manifesto, cambiando totalmente l’ordine delle cose.
Al di là degli eventi atmosferici e del logoramento provocato dal tempo, c’è un personaggio che fa il bello e il cattivo tempo: è l’attacchino, che con nonchalance, sovrappone sul vecchio manifesto quello nuovo. Qualche volta, per svogliatezza o distrazione, un pezzo del nuovo manifesto si stacca e offre al manifesto appena sepolto la possibilità di riprendere a vivere una nuova vita.
Durante le campagne elettorali i manifesti si animano. Subiscono incroci, violenze, metamorfosi. Talvolta ci consegnano messaggi esilaranti. Come nel caso del 6X3 che vi mostriamo: la foto di un manifesto nel momento in cui l’attacchino compie il suo lavoro. Il fotografo ha colto l’attimo fuggente, il vecchio manifesto esala l’ultimo respiro. La faccia del candidato sta per essere coperta, come la legge pretende (i faccioni sono vietati e scompaiono, le piccole facce sopravvivono…), e al suo posto arrivano gli infissi dell’azienda di Canicattì, che ha un brand davvero inconsueto (che vi invitiamo a leggere). Il puzzle che si compone per qualche minuto è irripetibile. Guardate con attenzione. Diteci che cosa vi suggerisce l’immagine.










