Raccontano quelli che sanno le cose che alcuni anni fa, quando Alleanza Nazionale non era ancora una provincia dell’impero di Berlusconi, e Fini frequentava più il suo partito che Montecarlo, che un plenipotenziario siciliano, di quelli ascoltati, fu chiamato dallo stesso Fini che, tra le altre cose, in quell’occasione si complimentò con lui di Fabio Granata:” Me ne parlano bene pure i comunisti”.Il suo interlocutore, a cui non mancava di certo il pelo nello stomaco, non s’impressionò più di tanto, lo guardò con rispetto e rispose: ”No, Gianfranco, ne parlano bene solo i comunisti.”
L’Aneddoto, reale o meno che sia, riferisce di un amore a fasi alterne del leader siracusano, che per contenuti e posizioni, ha sempre voluto mani libere nella sua militanza a destra e che, gli va riconosciuto, ha sempre cercato di spaziare su temi di spessore ed importanza, a costo di restare una voce fuori dal coro. Recentemente Granata ha annunciato di tirarsi fuori dall’appoggio a Gianfranco Miccichè, che se ne è fatto una ragione, rispondendo nel corso di una conferenza stampa: “Ho perso solo un voto”.
Il fatto è che, sempre quelli che sanno le cose, a cui, di tanto in tanto si attinge, mormorano che gli ultimi boatos romani vorrebbero Gianfranco Fini in trattativa con Casini per tre posti nelle sue liste per sé, Bocchino e Della Vedova, nel caso in cui, FLI naufragasse prima del dovuto. Tempo fa Carmelo Briguglio, a cui non fa difetto la lucidità politica accusò platealmente i sondaggisti di penalizzare e deformare, il risultato di Futuro e libertà, comprimendolo e sottodimensionandolo, e mettendo in dubbio, e non è stato il solo, la legittimità di queste rilevazioni. Certo però che, se le due metà del discorso dovessero coincidere, può essere pure che Granata abbia anche ragioni diverse da quelle che dice per non votare Miccichè.












Un commento a "Il mal di pancia di Granata,
il politico amato dai comunisti"
Micciché ha perfettamente ragione, Granata é molto se può portare il suo voto e di qualche amichetta. Profilo dell’uomo, gran. Iaggiatore a spese di noi contribuenti gratificazione della politica non per meriti propri ma per combinazioni fortunate. Senza Berlusconi si sarebbe avvitato nell’esaurimento nervoso che gli derivó dallo schiaffo elettorale di qualche anno fa.