Bionda, dai tratti gentili, giovane e carina, la deputata  Gabriella Giammanco ricorda fisicamente a primo acchito Noemi Letizia di Casoria. Ma è solo una sensazione momentanea, dovuta unicamente al fatto che quando pensi alle parlamentari del Pdl il cliché prende la mano. Sembrano tutte uguali le donne del Cav, da Micaela Biancofiore a Stefania Prestigiacomo fino all’ultima arrivata, Gabriella Giammanco, entrata in politica per la porta principale senza un giorno di gavetta. La “nomina” a Montecitorio nel 2008, grazie al Porcellum. Un amore a prima vista per l’istituzione, dopo una breve carriera professionale con tappa intermedia, manco a dirlo, nel Tg4 di Emilio Fede.

Dal giorno in cui ha messo piede alla Camera dei deputati Gabriella si è messa in testa di divellere le “balate” del corso principale: il ricambio generazionale nelle assemblee legislative. Ha financo presentato un disegno di legge che pensiona i deputati dopo tre legislature. Una rottamatrice della prima ora, dunque. Non è un caso dunque che oggi si trovi alla guida di un plotone d’assalto, con Micaela Biancofiore e Nunzia De Girolamo, note come “le donne del cavaliere”, insieme a poche altre (come Gabriella Giammanco). Prima tappa, la nascita di un soggetto culturale-politico, “Fratelli d’Italia”, poi un nuovo predellino. Le spoglie del Pdl se le prenda chi vuole, dicono i rottamatori. “Non è più possibile identificarsi con il Pdl”, sostiene Gabriella, sicura di sé, che si ritrova in questa avventura con Daniela Santanché, che – coltello tra i denti e scimitarra in mano – è scesa in battaglia al grido:

”Dimettetevi tutti”.

Una parentesi, a questo punto, di carattere, come dire, didascalico. Le donne del Cav diventeranno “Fratelli d’Italia” e, a quanto pare, in questa veste parteciperanno al movimento, denominato “I costruttori” .

Non sappiamo dentro quale “cerchio magico” si trovi e Stefania Prestigiacomo, siciliana come Gabriella, ma sappiamo che si muove sulla stessa lunghezza d’onda, nonostante i diciannove anni trascorsi alla Camera e nei governi Berlusconi e quasi dieci anni nel governo.

“Questa classe dirigente che pensa solo ad accumulare nuovi incarichi deve andare in pensione”, affermano Gabriella e le sue amiche rottamatrici.

Micaela Biancofiere è la più diretta: “Coloro che hanno ereditato da Berlusconi un partito al 40 per cento e lo hanno ridotto al 15 per cento sarebbe bene che stessero zitti”, ammonisce, in risposta ai mugugni e le proteste del gruppo dirigente (Cicchitto, Gasparri, Lupi, Quagliarello e lo stesso Alfano).

Cestinato il Pdl insieme agli ex AN, il sole riprenderebbe a sorgere limpido e giocondo sul cielo di Arcore. Il Cav non solo viene assolto, ma agli occhi delle sue donne, è la vittima, colui che è stato tradito dagli eredi, che però non hanno mai ereditato un bel nulla.

Angelino Alfano ha trattato con i guanti gialli la conterranea Gabriella, ignorando anche qualche intemperanza, ma è uscito al naturale dopo la mitragliata di improperi (politici) arrivati dalla rottamatrice-regina, Daniela Santanchè, cui ha dato della sfascista (senza ottenere però solidarietà da Silvio Berlusconi).

E’ proprio l’attivismo di Gabriella, oltre a quello dell’ex sottosegretaria, a confermare il sospetto che le donne del Cav lavorino per il Cav. Sarebbe lui intenzionato ad abbandonare al suo destino il Pdl, affondandolo insieme con la ciurma, ufficiali e sottufficiali compresi.

I dinosauri hanno un diavolo per capello. Ma come, dicono, sei stata nominata deputato  senza avere fatto in giorno di “trafila” ed appena entrata a casa nostra, vuoi cacciarci via?

Ricambio generazionale a parte, c’è da capirli.

Gabriella, però, non vuole sentire ragioni. Sfodera il suo sorriso ogni volta che può, presidia il fronte dei ribelli, convinta di lavorare per la causa del Cav, la persona cui tiene di più.

L’orizzonte, tuttavia, è pieno di nuvole. Se dovesse essere cestinato il porcellum, invece che il gruppo dirigente, sarebbe un bel guaio.  Da dove li prende i voti per tornare a Montecitorio?

Siccome è un problema di tutti, Gabriella si fa coraggio. E guarda al futuro del Cav con qualche apprensione. Può accadere che Silvio abbandoni il Pdl senza riuscire o volere costruire altro in alternativa.  Sarebbe un bel guaio.