Gianfranco Micciché ha dichiarato guerra alle autorizzazioni, un meccanismo burocratico che, a suo dire, “esiste solo in Italia e nei paesi con regimi autoritari”.
Quello che lo stesso leader di Grande Sud ha definito nei giorni scorsi “un macigno” del suo programma elettorale, è tornato quindi ad essere al centro della conferenza stampa tenuta oggi pomeriggio, dove il candidato alla presidenza della Regione ha presentato una bozza di disegno di legge per la semplificazione dell’azione amministrativa. Tutto gira attorno all’assioma “stop burocrazia = più investimenti = più lavoro”: la burocrazia, insomma, sarebbe l’origine del malessere dell’economia siciliana, e gli investimenti si aumenterebbero solo eliminandola. “Quando ero viceministro ho fatto di tutto per convincere gli imprenditori a investire nell’isola, ma una volta arrivati nessuno è riuscito a scavalcare l’ostacolo delle amministrazioni locali”.
“Tempi lunghissimi” e “meccanismi di concussione” sono, per Micciché, i maggiori danni che il sistema delle autorizzazioni provoca allo Stato, e potrebbero essere evitati con il ‘controllo ex – post’: in pratica, il cittadino intanto agisce, e controlli successivi verificheranno se ha agito bene o male: “così si svuoterebbero le sovrintendenze, cariche di migliaia di pratiche che non verranno mai lette”.
Il ddl, ha spiegato l’aspirante governatore appoggiato anche dal Pds-Mpa, era già stato presentato all’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo 5 anni fa, “consegnato direttamente nelle mani dell’assessore Chinnici”, che alla fine ne fece una legge di semplificazione che “sostanzialmente non ha cambiato nulla”.
D’altro canto, “Pizzo Sella (la montagna che sovrasta Mondello deturpata dal cemento, ndr) è la dimostrazione che la legge attuale ha contrastato ben poco l’abusivismo”.
Naturalmente, nel corso del breve intervento, non sono, però, mancate le provocazioni e le battute sullo scenario politico di queste elezioni regionali. Stamattina il segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, aveva dichiarato la partita del voto ‘aperta’ solo a Crocetta e Musumeci, ma Micciché ironizza: “Bersani ne capisce di Sicilia quanto io ne capisco di fisica nucleare”. “Mi vede già escluso – ha continuato – dalla competizione? Ci vediamo il 29 ottobre”. E all’incontro con Bersani era presente anche Lucia Borsellino, “conferma della continuità tra Crocetta e l’ex assessore alla Sanità, Massimo Russo”, ha affermato il leader di Grande Sud.
Non è stato risparmiato nemmeno il Pdl: “se supera il 15%, dovranno fare ‘l’acchianata’ a Santa Rosalia per ringraziare”. Insomma, convinto di potercela fare, ha rivendicato la forza della sua coalizione. “Sarò l’unico candidato che non perderà voti dalle sue liste. Forse solo quello di Granata…”












2 commenti a "Sicilia, Miccichè presenta bozza
di legge “anti-politica clientelare”"
Puntuali arrivano in campagna elettorali questo tipo di bozze di legge che regolarmente vanno buttate nel cestino dopo le elezioni.
LA LUCE BENEFICA DEL DIALOGO/CONFRONTO IN SICILIA.
In un momento critico per i siciliani in particolare, condizionati da strani eventi socio-politici e pseudo religiosi, è necessario il dialogo costruttivo familiare e sociale, da estendere all’intera popolazione di cinque milioni e 51.075 abitanti, al fine di raggiungere obiettivi vantaggiosi preventivamente condivisi e approvati dalla maggioranza assoluta.
Allo scopo, necessita schivare gli ostacoli che impediscono il dialogo/confronto sociale e familiare già ridotto da mass media e TV gestite dal potere politico e pseudo religioso. Inoltre necessita far parlare liberamente i familiari, i concittadini e corregionali, appunto, per affrontare i pericoli politici che minacciano i siciliani. In considerazione d’immediati risultati attesi di dubbia qualità dei contatti attuali politicamente utili, è da chiedersi se esistono in Sicilia le vie ottimali per avviare con successo azioni mirate a programmare, condividere e approvare a maggioranza assoluta, l’atteso CAMBIAMENTO regionale che interessa ogni siciliano, nessuno escluso. L’astensionismo al voto è fortemente motivato da una crisi voluta e gestita dagli addetti ai lavori del sistema amministrativo regionale fallimentare che rasenta ormai la bancarotta (fraudolenta forse). Per cui il Forum Cattolici (e chi per loro) insieme ad altri sostenitori sindacalisti di parte, non hanno alcun diritto di affermare pubblicamente che “astenersi al voto è una scelta errata”, in quanto da sempre hanno disatteso interventi importanti verso i governi anomali regionali, del resto, estremamente necessari a difesa del popolo siciliano che cerca di lavora in condizioni indicibili e di far fronte alle proprie esigenze e familiari, ora condizionate dalla crisi internazionale.
L’astensione al voto certamente è una reazione naturale senza precedenti con il legittimo obiettivo di penalizzare i politici uscenti e aspiranti al mal governo della c.d. regione siciliana. In ultima analisi risulta doveroso da parte di tutti mettere da parte partiti e movimenti per affrontare insieme l’attuale emergenza socio-economica creata dal pro tempora sistema politico fallimentare al fine di riscattare la c.d. Autonomia, venuta meno già nel 1946 a seguito di modifiche e manipolazioni da governi succedutisi sino a tutto oggi. Piuttosto, Forum cattolici e sindacati sostenitori contrari all’astensione al voto, si facciano avanti per dire ai siciliani come salvare capri e cavoli insieme mettendo da parte l’arcobaleno politico. E nessuno può togliere ai siciliani il diritto di essere liberi anche di sbagliare. Per cui, si invita chi ha fatto omissioni sociali di ogni genere di mettere da parte usanze caratterizzate sostanzialmente dalla famigerata regola “a futti cumpagnu” rivelatasi lesiva e devastante per tutti, specie per coloro che l’anno adottata e applicata sino ad oggi.