Ricordate con quanta sicurezza, piglio e prorompente autorità la Signora Christine Lagarde, Presidente del Fondo Monetario Internazionale, pontificava fino a poche settimane fa sull’assoluta necessità di applicare senza sconti e compromessi la ricetta propugnata dalla sua organizzazione e dalla Troika (FMI, BCE e UE): la “ricetta del rigore, dell’austerità fiscale”, ritenuta l’unica capace di salvare l’Euro, l’Europa e il mondo intero dalla grave crisi. Le facevano eco la Signora Angela Merkel e il suo ministro del tesoro,Wolfgang Schauble, espressione di un popolo tedesco convinto della assoluta necessità di punire quegli spreconi dei paesi europei del Sud. Messaggio condiviso o almeno accettato dagli altri due componenti della cosiddetta Troika che, sul tema dei prestiti agli Stati sovrani, aveva ed ha potere assoluto.
Nessuno quindi si aspettava che la signora di ferro, ritenuta quasi un nuovo cerbero, fosse l’unica a richiedere mercoledì scorso in Giappone, di fronte al mondo della finanza che conta, che alla Grecia venisse concesso un ulteriore biennio per onorare gli impegni assunti.
Assolutamente sorprendente non solo la richiesta ma soprattutto la ragione per la quale ha richiesto la proroga: “Troppo rigore rischia di strangolare l’economia” e con essa l’Euro, l’Europa e il mondo intero! Come dire: “Scusate, abbiamo sbagliato la ricetta; abbiamo creato un gravissimo danno; facciamo qualche modesto aggiustamento”. E dire che la Troika è composta dai migliori tecnici.
E sì, può succedere anche questo quando ci si fida troppo dei tecnici, li si idolatra a tal punto da pensare che non se ne può fare a meno. E’ successo e succede ancora oggi con le società di rating, impastate nei ben noti conflitti di interesse e dalle attivitàcriminali e che pure vengono religiosamente ascoltate, seguite e venerate. Un pò quello che succedeva fino a poco tempo fa con le banche che gestivano il Libor che si è rivelato essere una delle più cogente truffa internazionale. Succede ancora oggi con i derivati che si vorrebbe legalizzare imponendo una modestissima Robin tax invece di dichiararli inaccettabili così come sono strutturati attualmente. Lo stesso dicasi con le borse divenute per il 75% delle autentiche roulette!
Sorvoliamo “naturalmente” sui tecnici di casa nostra, che “naturalmente” sono di altra pasta anche se ne ignoriamo “naturalmente” la natura…
Certamente la Signora Lagarde è rimasta lei stessa scioccata dalle cifre che ha dovuto annunciare durante l’assise: 30 milioni di nuovi disoccupati dall’inizio della crisi del 2008; nei Paesi avanzati il debito ha raggiunto ormai il 110% del Pil, un ostacolo quasi insormontabile per la crescita; 900 milioni di occupati vivono sotto la soglia di povertà proprio a causa delle delle misure anti-crisi!
Ad onor del vero, chi segue da vicino e per motivi professionali l’attività del FMI, sa che già durante la gestione di Dominique Strauss-Kahn si aveva avuto sentore che qualcosa andava cambiato nella ricetta del rigore. Ciò che ha dato il colpo di grazia è stato senza dubbio il precipitare della situazione a livello mondiale e i risultati di un nuovo studio dello stesso FMI il quale rivela che i piani di austerità disegnati dallo stesso Fondo, hanno avuto e continuano ad avere un impatto negativo superiore a quanto stimato dagli stessi tecnici. ( o li vogliamo chiamare politici o lobbisti?)
Tale conclusione ha preoccupato i dirigenti del Fondo che sanno bene come molti Paesi Europei, tra cui l’Italia, stanno seguendo e applicando le severe misure previste dal rigore fiscale che fa ampio uso del cosiddetto “moltiplicatore fiscale”che indica il rapporto tra il cambiamento del deficit pubblico e la crescita economica. Fino ad ora si era ritenuto che ad ogni punto percentuale di taglio del deficit, corrispondesse mezzo punto di minor crescita. Per questo motivo si era affermato che il moltiplicatore fiscale fosse pari a 0,5.
I recenti studi compiuti da Olivier Blanchard, capo economista del FMIe dalla sua équipe, su 28 Paesi dall’inizio della crisi del 2008 ad oggi, dimostrano invece che il vero valore del moltiplicatore fiscale è di 0,9 o addirittura dell’1,7%. Ciò significa che ad una riduzione del deficit dell’1% corrisponde una minore crescita di pari importo o addirittura superiore! Altro che crescita e sviluppo attraverso la politica del rigore. In questo modo si strangola l’economia e con essa si peggiora strutturalmente la vita dei cittadini mentre si favorisce l’arricchimento sempre maggiore e senza limiti dei creditori che impongono interessi sempre maggiori e da strozzini creando quel fenomeno già ampiamente denunciato dai Premi Nobel Paul Krugman e Joseph Stiglitz, dell’1% miliardario difeso da Mitt Romney e del 99% che tira la cinghia che dovrebbe essere difeso e riequilibrato da Barack Obama.
Il cosiddetto spettro del mercato trasformato in una specie di Moloch supremo!
In altre parole, si rischia di mettere in moto un meccanismo insostenibile che potrebbe portare al collasso il sistema finanziario attuale.
Cosa fare allora? Distruggere questo sistema e crearne uno nuovo? Certamente il Fondo Monetario Internazionale (FMI) non può spingersi fino a questo punto anche se aumentano i timori di una crisi strutturale al suo interno. Esso però propone, per bocca del suo Presidente, Christine Lagarde, maggiore prudenza e una maggiore gradualità nell’applicazione del rigore fiscale e del rientro del debito.
Discorso questo non ancora recepito dal Prof. Mario Monti il quale ha un obiettivo fisso: raggiungere il pareggio di bilancio per il 2013 a tutti i costi, anche a costo di tassare ulteriormente quei pioveracci che non non raggiungono i 15.000 Euro all’anno, peggiorare i servizi sanitari e togliere l’assistenza ai meno favoriti, utilizzando addirittura il principio della retroattività nella imposizione fiscale! Si possono ottenere risultati più efficienti rifiutandosi di pagare la quota dello spread ingiustificato alla luce dei fondamentali economici e ponendo un limite ai tassi di interesse che non dovrebbero superare in nessun caso il 2% o al massimo il 2,5%.
Eh no, caro Monti. Sarà un bravo tecnico ma a noi questa sua politica non ci interessa affatto e non certo perchè abbiamo idee politiche diverse dalle sue ma perchè da tecnici riteniamo che abbia ragione il Signor Blanchard e la sua équipe.
Non siamo d’accordo non solo per motivi tecnici. Anche per motivi di pensiero: Noi poniamo la persona umana e la sua qualità di vita al centro dei nostri interessi e non certo il capitale finanziario e i suoi interessi criminali e del tutto insostenibili che stanno distruggendo la comunità internazionale.
Christine Lagarde se n’è accorta e ha avuto il coraggio di denunciare la contraddizione anche se ancora non ha elaborato un piano alternativo adeguato. Speriamo che molto presto se ne accorgano i nostri concittadini e sappiano ridare fiato ai “filosofi – politici”di casa nostra che siano anche scienziati e tecnici, agognati da Platone, Aristotele e, perchè no, da quel sognatore incosciente che duemila anni è finito su una croce. Chissà se è ancora vero che il sorriso e la gioia di una persona semplice, povera e smarrita siano da preferirsi agli elogi dei potenti e delle grandi lobbies.












2 commenti a "Lagarde si batte il petto: “L’austerità strangola l’Europa”. E la Sicilia"
Non posso valutare tutti i numeri ma da buon ingegnere, se ritengo possa essere giusto per l’Europa 30 milioni di disoccupati in più, ritengo impossibili i 900 milioni di lavoratori sotto la soglia di povertà, dato che in Europa, in qualsiasi modo si facciano i conti, non mi pare superiamo i 340 milioni di abitanti o poco più.
Quello che però è fondamentale è che si deve passare al vero significato di Spending Review; non vuol dire spendere meno, anche se ciò può accadere, ma deve significare spendere meglio.
Ad esempio, il 90% degli italiani usa Linux e non se ne accorge, perchè è messo gratis nei telefoni Android e nei router Telecom.
Dal 7 agosto 2012 la pubblica amministrazione DEVE usare software libero, cioè Linux e LibreOffice, e spendere per addestrare il personale o far sviluppare software ad hoc è un investimento, contrapposto all’acquisto di licenze Windows che sono, di fatto, un danno all’erario.
E’ questo che dobbiamo proporre di fare a tappeto, spendere meglio e, se possibile, meno.
Non spendere meno ma sempre male!!!
P.S. Vi aspettiamo al Linux Day il 26-27-28 Ottobre, Programma su http://www.sputnix.it
Il problema di oggi è che si confondono i tecnici con gli scienzati. I tecnici hanno vista corta, si occupano solo e soltanti del proprio settore ed applicano al proprio stretto campo d’azione le scoperte degli scienziati, con riguardo a risultati di tipo esclusivamente immediato. Hanno un po’ i paraocchi come quelli dei cavalli: vedono una sola prospettiva. Gli scienziati invece spaziano, hanno il dono di avere una visione complessiva del problema. I tecnici che applicano la fisica delle particelle, per esempio, si occupano solo se le loro macchinette funzionino (utilissimo per carità, si pensi alle applicazioni in campo medico), ma chi scoprì i quanti spaziava sino a Dio. La politica è per gli scienziati, non per i tecnici. Chi non ha una visione complessiva delle cose, non ha per definizione una visione politica delle cose.