Tre parlamentari eletti in Sicilia dovranno attraversare le forche caudine delle “regole” di permanenza in Parlamento stabilite dallo Statuto del partito democratico. Con l’annuncio regalato a Fabio Fazio su Rai 3 (Il tempo che fa), Walter Veltroni, ha costretto il gruppo dirigente ad affrontare il problema delle deroghe che vengono, solitamente, concesse ai big del partito. Fra coloro che hanno abbondantemente superato le tre legislature, ci sono Anna Finocchiaro, Beppe Lumia e Anna Serafini, moglie del sindaco di Torino, Antonio Fassino, eletta nel 2008 nella circoscrizione della Sicilia orientale alla Camera dei deputati.
Anna Finocchiaro, per due legislature capogruppo parlamentare al Senato della Repubblica, è la più longeva con ben 25 anni in Parlamento. Gli stessi anni di servizio permanente annovera Livia Turco, che ha anticipato di volere seguire l’esempio di Walter Veltroni.
Seguono nella classifica della longevità Massimo D’Alema, con 23 anni, Franco Marini ed Anna Serafini con 20 anni, Maria Pia Garavaglia con 19 anni, Rosy Bindi, Pierluigi Castagnetti, Giuseppe Lumia e Giovanna Melandri. Enrico Morando e Walter Veltroni con 18 anni.
A favore di D’Alema si sono espressi con una petizione firmata da alcune centinaia di amministratori e intellettuali (pubblicata a pagamento sull’Unità), mentre Rosy Bindi si è rivolta a Pierluigi Bersani (“Deve essere lui a dire se mi vuole difendere da Renzi”). L’ex ministro della Difesa, Parisi, tradizionale amico di Romano Prodi, propone una strategia d’uscita che non superi i dodici anni.
La scelta di Veltroni ha dato la stura ai soliti sospetti. C’è chi ritiene che si tratti di una nuova “stazione” dell’eterno duello fra lui e D’Alema, un modo per obbligare l’ex presidente del Consiglio a fare un passo indietro. Insomma, Walter vorrebbe rottamare D’Alema ed altri, più che se stesso.
Matteo Renzi giudica la decisione un suo successo personale, nonostante Veltroni abbia riferito a Fazio di essere in disaccordo con lo sfidante di Bersani. Le persone non sono cose che possono rottamarsi, ha osservato, aggiungendo che in ogni caso ci sono giovani assai meno meritevoli dei capitani di lungo corso in giro.
La candidabilità di coloro che dovrebbero per statuto lasciare il Parlamento è una questione che ha già investito il Partito democratico in altre vigilie elettorali. Dopo avere agitato il gruppo dirigente, finora, tutto è tornato come prima e la deroga non è mai stata negata a nessuno. Ma stavolta, anche a causa della decisione di Veltroni, oltre che per le primarie dedicate alla rottamazione da parte del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, sarà più difficile spuntarla.
Anna Finocchiaro ha detto a chi le chiedeva che cosa intendesse fare dopo la comunicazione di Veltroni, ha detto che volere rimettere ogni decisione al partito. Che significa ben poco, invero.
Anna Serafini, siciliana d’adozione per il tempo delle elezioni, dovrebbe “lasciare”. Beppe Lumia dovrebbe far parte della squadra di governo se Rosario Crocetta sarà eletto presidente della Regione.
La questione, com’è noto, si è posta per le liste regionali del Pd, ed è “saltato” il Presidente della Commissione antimafia, Lillo Speziale, che però non dovrebbe chiudere in Sicilia, a quanto pare, la sua carriera parlamentare.











2 commenti a "Finocchiaro, Lumia e Serafini in bilico
Stop per chi supera il limite"
Regole poco chiare sono facili da eludere. 2 o 3 mandati va bene, ma le deroghe non disciplinate rendono inutile la regola. Farei un limite massimo.
posso garantirvi che lumia andrà a casa ,anche perchè è riuscito soloa dividere,lo seguiranno la serafini,e company,forse saleranno la finocchiaro che possono mandare in tv.speziale può mettersi l’animo in pace.faccia il pensionato,lui che può farlo con tutti i soldi che guadagnerà per aver fatto terra bruciata e aver promosso suo cugino.vergogna!!io voto grillo!!