Questa mattina una cinquantina di attivisti dei centri sociali palermitani e senza casa hanno manifestato sotto il Palazzo della Aquile, sede del Comune di Palermo. Un presidio convocato dall’Assemblea cittadina per il diritto alla casa, dopo l’evento drammatico (di venerdì 5 ottobre) del suicidio  di un componente di una delle famiglie sistemate da anni in albergo per volontà dell’amministrazione Cammarata.

La tragedia si è consumata in una camera dell’albergo Archirafi che da circa due anni ospitava lui, la sua famiglia e altri 3 nuclei familiari, in seguito allo sgombero di Casa Guzzetta.

Martedi 9 ottobre si è svolto un incontro tra le famiglie ed il neo assessore alla Cittadinanza sociale Agnese Ciulla, che ha preso un impegno con le stesse famiglie per trovare una volta per tutte una soluzione stabile in tempi brevi, per questi nuclei familiari e per altri 2 che vivono da “abusivi” presso il Residence Cleotto.

“Sappiamo tutti quanto l’emergenza casa a Palermo – si legge in un comunicato del centro sociale Ex Carcere – vada affrontata partendo da un’inchiesta sul territorio e studiando una reale progettualità politica per affrontarla, su questo misureremo le intenzioni e la volonta’ dei nuovi amministratori. Di sicuro alberghi, le caserme, i B&B sono solo tamponi non sono soluzioni e non rientrano in nessuna progettualità politica sull’emergenza casa, chiediamo che vengano requisite le case

sfitte che privati tengono chiuse e vuote per fare lievitare i prezzi, che venga fatta una ricognizione di tutti gli appartamenti di proprietà del comune e che vengano subito utilizzati gli appartamenti confiscati saltando le lungaggini burocratiche, che venga praticato l’autorecupero come strumento di recupero e riutilizzo affidato direttamente ai senza casa”.