“Escludo che si possa parlare di  spaccatura nella Cgil che e’ un’organizzazione sindacale e la sua  unita’ o divisione si misura sulle questioni sindacali. Con Mariella  Maggio abbiamo condiviso una critica forte alla giunta Lombardo”.  Cosi’, Susanna Camusso, leader nazionale Cgil commenta le polemiche  sulla sua presenza oggi a Palermo per sostenere il candidato alla  Regione Mariella Maggio, segretario regionale uscente della Cgil, nel  listino di Rosario Crocetta.

Ieri il candidato alla presidenza Giovanna Marano, fino a pochi  giorni fa componente della segreteria nazionale della Fiom Cgil, aveva criticato la decisione di Susanna Camusso di venire a Palermo per  partecipare a un comizio con Mariella Maggio. Ai giornalisti che le  chiedono se la sua presenza oggi in Sicilia sia opportuna o meno, la  leader Cgil replica: “Possono dire quello che vogliono, io mi sono  sempre misurata sul merito delle questioni e il merito della questione e’ il lavoro e quale alternativa si costruisce dopo le giunte che  hanno caratterizzato questa Regione”.

E a chi le chiede se si e’ posta il problema della presenza di  candidati, espressione della Cgil, in diversi schieramenti politici,  proprio come nel caso di Mariella Maggio e Giovanna Marano Susanna  Camusso ha risposto: “I candidati nei diversi schieramenti ci sono  sempre stati e continueranno ad esserci. Il tema non e’ il singolo ma  quale proposta politica si costruisce e quale coerenza rispetto  rispetto alle battaglia che ha fatto la Cgil”.

“La Sicilia si allontana da una  lunga stagione di governi che hanno rappresentato gli interessi non  trasparenti e soprattutto interessi non a favore dei cittadini”. Ha continuato Camusso.  “Questa regione -ha aggiunto- come tutto il Sud ha un problema  che si chiama lavoro. Non a caso il 20 ottobre saremo in piazza a Roma con lo slogan che si intitola ‘Prima di tutto il lavoro’. Servono  politiche nazionali ma anche un cambio di passo di qualita’ della  gestione che c’e’ stata in Sicilia”.

“Nella storia tutte le volte che  si e’ voluto dare a un’elezione locale un valore nazionale si sono  fatti dei disastri. Io eviterei”. Ha poi aggiunto il leader della Cgil  rispondendo ai giornalisti che le  chiedevano se le elezioni regionali del 28 ottobre, che vedono insieme un Pd con l’Udc, possono essere un test nazionale in vista delle  politiche. “La Sicilia e’ la seconda regione d’Italia -dice Camusso-  quindi e’ evidente che il voto in questa regione e’ un voto importante ma io mi limiterei a dire che un cambiamento qui e’ una risposta ai  siciliani”.

 ”Quelli dell’Idv sono i piu’  moralisti di tutti e Leoluca Orlando e’ l’unico ‘santo’ che santifica  tutto. Invece a Messina hanno un candidato con problemi di mafia che  devono allontanare”. E’ l’accusa di Rosario Crocetta, candidato alla  Presidenza della Regione siciliana, nel suo intervento a Palermo con  il leader Cgil Susanna Camusso. Crocetta si riferisce a un candidato  Idv di Messina, ex Mpa, che secondo quanto riportato oggi da ‘Il Fatto quotidiano’ sarebbe indagato per mafia. “Sono uomini dell’Mpa – dice  ancora – e Orlando continua a santificare tutto cio’ che tocca…  Mentre noi che abbiamo fatto con l’Udc un accordo pulito per le  regionali, continuiamo a essere attaccati”.

“Chiediamo il voto ai siciliani perche’ noi non dobbiamo difendere equilibri politici ne’ di  privilegio e di rendita politica con il passato. Noi vogliamo che il  cuore di questa terra torni a pulsare a sinistra perche’ abbiamo  davanti le macerie di chi ha vivisezionato questa isola senza saper  esprimere la voglia di cambiamento. Oggi, la politica non ha un’anima, una predisposizione ad aiutare di chi e’ in difficolta’. La sanita’ e’ stata solo tagli e ticket, il lavoro non e’ stato tutelato”. Lo ha  detto Giovanna Marano, candidata alla presidenza della Regione  Siciliana, nel corso della manifestazione pubblica organizzata questa  mattina da Italia dei Valori, al teatro Zappala’ di Palermo.        “Perche’ i siciliani dovrebbero fidarsi di Crocetta, Musumeci e  Micciche’ a prescindere da chi mettono in lista? Loro devono mandare  una coalizione al governo con uomini che sono complici del degrado  affaristico clientelare in un’isola distrutta, con cinque miliardi di  buco in bilancio. La classe politica e’ sempre la stessa, Hanno  governato tutti in questi ultimi dodici anni, dalla destra  all’autonomia fasulla di Lombardo, al partito di Crocetta, che gli ha  fatto il palo. Li ho incontrati tutti nelle vertenze di lavoro che ho  seguito in questi anni. Mi dicevano scrivi un’interrogazione, un  ordine del giorno, ma poi non succedeva mai nulla. Cosi’ hanno  lavorato fino ad oggi all’Ars. Con la Fiat, i politici dicevano che  c’era una soluzione, noi siamo stati gli unici a dire che non era  cosi’. All’Ars ci sono stati i professionisti del consociativismo e  oggi siamo al default, non perche’ abbiamo aiutato i lavoratori in  difificolta’ ma perche’ il bilancio e’ stato usato per rispondere a  esigenze clientelari”.        “A proposito di tutela del lavoro, Crocetta, che ieri ha firmato per i referendum, dovra’ anche spiegare al suo partito e alla Camusso  tale posizione, visto che sia il Pd che la Cgil hanno espresso  contrarieta’ alla consultazione popolare”.