Se non c’è “culo” non c’è offesa. Questo devono avere pensato gli autori del manifesto apparso in questi giorni a Palermo. Non è la pubblicità di un costume da bagno né di un centro estetico ma l’ennesima campagna sessista dei “creativi” di casa nostra. Un bel didietro femminile opportunamente flesso e la promessa che non ci prenderanno “per il chissacchè” nell’offrirci internet a prezzi stracciati.
“Non si tratta solo di sessismo, questa pubblicità è anche omofoba – è l’immediata replica di Arcigay per voce del suo presidente Daniela Tomasino – il messaggio non è neppure troppo velato: prendere per il culo significa sodomizzare, con accezione negativa che sottintende sottomissione e punizione. Quale sarebbe dunque il loro messaggio? Noi non ti sodomizziamo?”.
Anni di tv commerciale e “b movies” hanno sdoganato un certo tipo di visione della donna e del corpo femminile rendendo le nostre strade nient’affatto diverse da muri di caserma, officine di meccanico, abitacoli di camion.
“Non capisco come si possa ancora fare promozione pubblicitaria facendo leva su certi luoghi comuni, come se fossimo ancora negli anni Cinquanta”, dice Daniela Tomasino che, tuttavia, crede che gli autori dell’immagine pubblicitaria non si rendano neppure conto dell’offensività della cosa, tanto è abituale ormai l’uso e l’abuso del corpo femminile nella vendita di ogni genere di prodotto. “E’ un vero controsenso che delle aziende che offrono servizi innovativi utilizzino una comunicazione così antiquata e politicamente scorretta”.
Che il corpo femminile sia utilizzabile per vendere qualsiasi merce non è solo umiliante per le donne (e i gay in questo caso) ma è un’offesa all’intelligenza e al buon gusto dei consumatori tutti. Questa pubblicità si rivolge a un consumatore uomo eterosessuale, che dovrebbe perlomeno sentirsi insultato dalla presunzione che basti mostrargli un bel didietro per provocare in lui la salivazione tipo cane di Pavlov.
Abbiamo provato a rivolgerci direttamente all’ufficio commerciale della ditta che, apprendiamo dal sito, opera in tutta Italia e ha sede a Palermo, ma senza successo: sia il numero diretto che il numero verde – proprio quello che c’è sul cartellone pubblicitario – sembrano essere fuori servizio. Curiosamente, si tratta della stessa azienda che è finita lo scorso anno al centro di un vespaio di polemiche per aver promosso, in una simile campagna, lo stereotipo del siciliano omertoso (naturalmente provvisto di coppola) che grazie alle eccezionali offerte della compagnia avrebbe “finalmente parlato”.
Questa pubblicità incarna bene il carattere di un certo bigottismo becero nostrano: l’innocua parola “culo” deve essere sostituita ma possiamo continuare a sorridere e tollerare la degradazione del corpo femminile, anche quando se ne mostra una parte. Una parte che però rappresenta il tutto.
Basta varcare le Alpi per accorgersi di quale concorso di idee, di quale corsa all’invenzione si avvalga la comunicazione pubblicitaria, sempre alla ricerca di soluzioni ironiche, taglienti, che stimolano l’intelligenza del consumatore. In Italia si fa ancora disinvoltamente appello alla bestialità, agli istinti più bassi dell’essere umano, presumendo che nessun maschio italico abbia superato la fase della pubescenza. Ed è qui sta l’offesa, non in un’innocua parola.
Chissà se questi “creativi” sono al corrente del fatto che questo marketing pecoreccio è caratteristica del nostro paese. Quello che i pubblicitari nostrani certamente non sanno è che gli stranieri loro colleghi – vedendo questi lavori – non riescono a impedirsi di prenderli in giro (o per il culo, come preferite).












13 commenti a "Non si dice ma si mostra: nuova
pubblicità sessista. Piovono critiche"
sarà di cattivo gusto ma la signorina ha proprio un bel fondoschiena
anche se ci fosse stata la foto di un culo maschile la conclusione che si trae dal manifesto è che i creativi ormai hanno toccato il fondo…schiena.
Infattamente,la Signorina ha un fisico da Assessore, approfittiamo di queste elezioni e facciamola Patrimonio dell’Umanità !!!
Le uniche due donne che NON si sentono offese da questa campagna sono probabilmente La modella e sua madre. Come mai a favore di questa oscenità ci sono solo voci maschili??? MA CHE SORPRESA!!! Forse gli uomini dovrebbero finirla di dire alle donne da cosa devono sentirsi offese! Questa pubblicità fa veramente pena!
Trovo francamente ipocrita la presa di posizione di Arcigay e di chiunque si erga da sinistra a difensore delle donne. Questi per decenni ci hanno propinato la ‘liberazione sessuale’, il ‘sesso libero’, la pornografia come valore da divulgare e rendere disponibile su larga scala (sbattuta in faccia perfino ai bambini), e ore si scandalizzano per una pubblicita’ che e’ semplicemente figlia della societa’ che hanno contribuito a edificare. Ipocriti.
a me sembra una pubblicità ben riuscita,forse perché sono etero ma lo subito notata.
non è forse questo lo scopo di una pubblicità?
poi in televisione e sui giornali nazionali si trova di molto peggio in fondo è solo una parte del corpo femminile
a mio parere la pubblicità sarà di cattivo gusto, anche se non capisco proprio dove sta l’omofobia, ma sicuramente ha raggiungo il suo obiettivo, è la dimostrazione è questo articolo.Io ho notato questa pubblicità ed ho notato anche che non si individua con facilità cosa pubblicizza, ma dopo aver letto questo articolo penso che gli autori hanno realizzato il loro intento..fare conoscere il loro cliente a più persone possibili, e con questi articoli ci stanno riuscendo.All’estero non credo proprio non usino questi mezzi, smettiamola di dire che l’erba del vicino è sempre più verde, non è cosi per nulla.Un esempio? il nord ha sempre detto che gli amministratori siciliani mangiano come i pazzi e loro ci campano, oggi si scopre che sono più corrotti loro che i nostri. Arrivederci
La pubblicità ” trasgressiva” e indecente, non arricchisce nè il mandatario, nè l’agenzia pseudo creativa.
Infatti, è facilissimo ricorrere alla volgarità – comunque espressa- per veicolare messaggi di comunicazione: un sistema che indica una incredibile mancanza di vera intelligenza creativa, non c’è dubbio.
Ciò che colpisce è anche la povertà di giudizio delle figure aziendali responsabili che accettano la bozza preliminare da parte dei grafici dell’agenzia: infatti, è pur vero che il mondo è pieno di persone sciocche, ma questo non dovrebbe significare che debbano esserlo anche le persone che, all’interno dell’azienda mandataria, accettano la proposta, concedendo il loro consenso.
( of course ! )
Gentile signor Ramo, la critica è evidentemente rivolta agli ideatori di questo specifico manifesto, non alla categoria.
E sottolineo, per il Sig. Ramo, che parlo di “certi” marketingttari nostrani, quindi non tutti! Cordilità
D’accordissimo con la bassezza di certi marketingttari nostrani, ma smettetela di mostrare come esempio i paesi vicini!!! L’avete vista la raffinatissima affiche del film con Dujardin “les infideles”??? affiche che è stata ritirata, ma riutilizzata da un’altra ditta.
Certo marketing è alla frutta, e non ha scelta, visto l’ignoranza e la bassezza di spirito che ha allagato la società occidentale, non sa fare altro che della pornografia. E poi se dobbiamo eliminare tutti i culi dalle pubblicità, che dire allora della farfallina della Belen??? Le cose sono due, ho si educa la società a ridere sanamente anche con un bel paio di chiappe, oppure si ritorna ai tempi dell’inquisizione proibendo ogni forma di pornografia.
G.le signora Andretti, sono l’amministratore di Strategica, una delle piu’ “vecchie” agenzie pubblicitarie siciliane. ci siamo infatti da circa venticinque anni. Concordo con il suo articolo, ma non su “i pubblicitari nostrani” che mi sembra una frase altrettanto volgare. C’e’ differenza tra le agenzie, cosi’ come c’e’ differenza tra i siti, i giornalisti, etc..
Non fate un buon servizio nel mettere insieme capra e cavoli, mi creda. La responsabilita’ va sempre individuata e non generalizzata. A sua disposizione nel caso avesse voglia di approfondire l”argomento.
Saluti, Carlo Ramo
Geniale articolo! Finale grandioso!