“Cinque stelle”? mi ricorda solo un albergo di lusso. Né più, né meno. Grillo può fare nuotatine, più o meno ampie, ma con la politica non c’entra niente. E non c’entra neanche con l’anti politica, è un termine sbagliato che elude la realtà, non significa niente. Dire che la politica richiede onestà è scontato, ai limiti del banale. Non servono le patenti di moralità. Ma persone con una forte capacità morale. Occorre competenza e Grillo non ne ha. Come Di Pietro. Politicamente sono degli ignoranti”.
Stavolta non ci sono “bip” sulle parole di Vittorio Sgarbi. La controra del pomeriggio ce lo consegna disponibile, ma indomito e sempre deciso a mettere a fuoco le sue idee sull’argomento politica: “I movimenti come quelli di Grillo nascono dalle ruberie indegne degli altri, Fiorito non lo ha inventato Grillo, lui si limita a cavalcare l’onda, ripeto è un bravo nuotatore, ma nel momento in cui deve tradurre la protesta in fatti ed azioni concrete non esiste.”
Non pensa di essere particolarmente severo con il comico genovese anzi in qualche maniera ne riconosce la legittimità legata all’attuale momento: “Guardi non è che io ce l’abbia con Grillo, anzi ho preso con me alcuni dei collaboratori che lui ha cacciato perché sono bravi e sanno usare la rete, dico solo che fuori dal web c’è la realtà, la gente che vuole soluzioni, le difficoltà di ogni giorno. Non possiamo dargli sempre le solite menate”.
Sulla traversata sorride sornione, ritenendo di dover ridimensionare anche la portata simbolica del gesto: “I simboli della Sicilia sono i templi e non lo stretto ed è certamente materia mia e non sua”. La crisi degli altri partiti ha accentuato la funzione dei leader , ma a volte, la storia ce lo insegna, ai leader può scappare la mano, ed è un rischio per la democrazia. Vuole un esempio dei leader? Io a Cefalù senza soldi e da solo ho superato il venti per cento”.
La vicenda cefaludese non scende giù al professore: ”Il giudizio del Tar che respinge il ricorso di Edoardo Croci (uno dei candidati a Sindaco a Cefalù) dimostra implicitamente che io ero candidabile”. Sgarbi è invece rimasto fuori da quella corsa a sindaco ma rilancia ugualmente il concetto di “rivoluzione” legato alla rottura degli schemi politici del passato: ”E’ troppo facile con la crisi che c’è in Sicilia e con questa classe dirigente e venire a dare lezioni, Grillo dia soluzioni. Quali sono i problemi i siciliani lo sanno da sé”.












