Ormai ci hanno messo una pietra sopra. Ed una colata di cemento per evitare cha qualcuno venisse l’idea di sollevarla. Non solo seppellito, ma “spianato”, come si fa con le discariche che si trasformano in giardini. Del Ponte sullo Stretto rimarranno i segni nei luoghi delle inaugurazioni, a sugello dell’ignominia di governanti che da cinquanta anni a questa parte hanno sostenuto una cosa e il suo contrario, riuscendo a fare di un’opera mai una, una delle opere più costose della Sicilia. A questo punto, infatti, è lecito aspettarsi che qualcuno racconti agli italiani che la rinuncia al Ponte sullo Stretto costerà un sacco di soldi ed a guadagnarci saranno le imprese del Consorzio che si era aggiudicato l’appalto per la sua realizzazione, e cioè Impregilo Spa (45 per cento), Sacyr S.A. Società per le Condotte d’Acqua S.p.aA. (15 per cento). Cooperativa muratori e cementisti (13 per cento), Ishikawajima-Harima Heavy Industries CO Ltd (&,3 per cento) e Consorzio Stabile A.C.I. S.C.p.A.
Il Consorzio incasserà una penale che si aggira fra i 300 e i 500 milioni di euro. Cifra netta, che li ripagherà abbondantemente della marcia indietro del governo nazionale.
Ci chiediamo se il Consorzio, costruendo il Ponte, si sarebbe portato a casa mezzo miliardo di euro. Probabilmente no. Sicuramente avrebbe rischiato di più, perché la penale arriva in tasca alle imprese come il “teleferico senza fili “ di Nino Martoglio. Il grande poeta dialettale siciliana confessava di sapere di tutto, ma di non spiegarsi perché “Chiovi, mintemu, l’acqua si subissa?..Com’è ca la parola del dispacciu agghica bella, asciutta comu ‘n ossu?
Nessuno, infatti, sa spiegare com’è che ancora nel mese di settembre con tanti pronunciamenti a sfavore della realizzazione del Ponte sullo Stretto è stato sottoscritto un atto aggiuntivo con le imprese costruttrici “con il quale sono previsti aumenti di costo rispetto al costo inserito nel piano economico finanziario, ovviamente senza alcuna copertura” (secondo il testo di un atto ispettivo firmato da senatori di tutti i partiti, con eccezione della Lega Nord, primi firmatari il livornese Marco Filippi del Pd, e il siciliano Gianpiero D’Alia dell’Udc).
Questo atto di prontezza segue altre due iniziative assunte in zona grigia, quando il Ponte era ormai araba fenice: il 25 settembre 2009 fu sottoscritto con le imprese un accordo di riavvio delle attività, nonostante il budget in profondo rosso; la seconda, alla vigilia del Natale dello stesso anno, quando il ci si impegnò al pagamento di una penale fra i 300 e i 500 milioni.
Definanziata l’opera, insomma, rimase in vita l’attività per la costruzione del Ponte. E sarà così fino alla consegna del bottino, asciutto come l’osso, al Consorzio di imprese.
Sappiamo che c’è chi brinda alla fine della storia e chi invece si strappa le vesti. Ogni opinione è legittima. La necessità di una rete ferroviaria a misura di Paese civile prevale in un contesto di vacche magre su un’opera così impegnativa sia dal punto di vista ingegneristico (in considerazione della regione tellurica) sia dal punto di vista dei costi. Resta il fatto però che il corridoio europeo Palermo-Berlino si estende fino al Continente, l’altra sponda del Mediterraneo resta lontana due-tre ore di più (tanto si impiega per attraversare lo Stretto) e le imprese committenti intascano un sacco di quattrini senza colpo ferire.











14 commenti a "Ponte sullo Stretto, le imprese appaltatrici brindano a champagne"
Il ponte può riscattare la Sicilia e il meridione in generale, ma principalmente in questo momento tragico servirebbe anche per ridare speranza di crescita all’intera Nazione, tirandola fuori dalla crisi.
Date una occhiata al sito http://www.nonsoloponte,it,
Poi magari ne riparliamo.
complessivamente quanto ci è costata negli anni
tutta l’attività legata alla ormai defunta realizzazione del ponte?che sarà della società creata per la sua realizzazione?
non possono essere sempre i cittadini a pagare le malefatte e gli errori dei politici e degli approfittatori della democrazia, pertanto sarebbe opportuno che questi soldi li pagassero coloro che desidervano il Ponte sullo Stretto solo per pruriti personali.
Di norma la sottoscrizione di un atto aggiuntivo fra l’ente appaltante e l’impresa appaltatrice è motivata da lavori suppletivi o danni di forza maggiore non contemplati nel contratto originario. Credo che occorra procedere prima a una perizia tecnica per accertare eventuali compensi diversi dal Progetto e poi l’Avvocatura dello Stato dovrebbe esprimere il suo parere di legittimità.
Caro Signore più che con i siciliani io la inviterei ad avercela con i politici che hanno fatto sin qui tutto e il contrario di tutto, senza neanche interpellare i siciliani e per siciliani intendo la gente non il politico di turno interessato alla realizzazione del ponte per motici che non voglio neanche immaginare!
In Sicilia mancano le autostrade. Per percorrere palermo gela ci si impiega 3 ore, mancano i posti di lavoro, mancano le strutture, i servizi… altro che ponte sullo stretto! però abbiamo il mare dove forse la maggior parte dei nostri politici andrebbero annegati
se non ricordo male Il sigDI PIETRO ministro
cancello’ il Ponte sullo Stetto,pagando circa 300 milioni per il progetto .A quei milioni oggi i nuovi.
La bella Italia “per non fare niente si spendono oltre 500 milioni di €.
Tutti questi soldi destinati alla Sicilia restano oltre lo stretto.
con morale cle la Sicilia mangia solo soldi
Questa storia è allucinante, ma, seppur di enorme entità economica, è uguale ad un’infinità di altre razzie del bene pubblico… tutto ciò pare quasi normale, l’impressione è che in Italia la Cosa pubblica non sia sentita minimamente come patrimonio collettivo, ma soprattutto come terra di conquista … tutto ciò che è proprio, privato, viene tutelato e curato all’inverosimile, tutto ciò che è pubblico viene abbandonato a se stesso e alle grandi abbuffate di una classe politico-imprenditoriale incredibilmente sviluppatasi sulla scia del suo “capo carismatico”.
Viste le continue allucinanti notizie che provengono dalla pubblica amministrazione e dato che ciò che viene allo scoperto è probabilmente solo la punta di un iceberg, temo che l’unica speranza sia in future generazioni che si possano formare, in ambito scolastico, su modelli totalmente diversi, iniziando fin da bambini a condividere iniziative e progetti collettivi che permettano di maturare in loro una vera coscienza di cittadini,
proprietari, utilizzatori e protettori del bene pubblico.
Vivo in Francia, a Parigi, da due anni e sento sempre più che tra qui e l’Italia c’è un abisso …
pur in una società anch’essa piena di contraddizioni, di egoismo, anche di razzismo, qui esiste una vera coscienza di cittadini, vi è un rispetto per il bene pubblico neanche immaginabile in Italia, perchè ogni individuo ha nel DNA la piena percezione che se la struttura sociale funziona bene, funziona per tutti ed anche per lui stesso …… potrei portare un’infinità di esempi in merito
Bene, il ponte non si farà. Allora adesso si faranno le strutture viarie (ferrovie ed autostrade) delle quali la nostra terra di Sicilia è carante. E voi ci credete? Io invece penso che non si continuerà a fare niente e la SICILIA rimarrà il GHETTO dell’Europa come lo è sempre stato.
sono d’accordo con tiziana dobbiamo chiedere aiuto. non se ne può + . urge fare qualcosa, non possiamo stare a guardare e lamentarci continuamente per poi ripeterci disgustati.
In un paese civile il detto “chi sbaglia paga” dovrebbe essere regola di vita per tutti. I poveretti sicuramente pagano ma i potenti la fanno sempre franca. Se vogliamo ancora parlare di giustizia di fatto e di diritto si dovrebbero addebbitare questi soldi a Berlusconi , la sua banda e tutti quelli che hanno sostenuto la realizzazione di questa follia. Non ci hanno affossato già abbastanza togliendoci persino credibilità oltre ad averci lasciato in mutande? Continuate a votare i ladroni gente!!!!!!!!!
a perenne vergogna di una classe politica che ha infranto il sogno di generazioni e generazioni di Siciliani. Oggi il traghettamento è nelle esclusive mani della famiglia Genovese (PD), eredi del deputato DC Gullotti, che grazie alla collusione di veri mafiosi che si fanno chiamare ecologisti impone le tariffe che crede a chi vuole andare o venire dalla Sicilia con aumento vertiginoso dei costi delle merci e delle persone.
Se è stata messa una pietra sopra definitivamente, meglio così.
Le società brindino e si dedichino ad altro, prendano i soldi e vadano e non si continui a sprecare denaro per il prossimo decennio.
DITEMI CHE NON È VERO!!!! MENTRE AUMENTA ANCORA L’IVA SU TUTTU CI FRECANO 300 MILIONI DI EURO PER DARLO AI SOLITI NOTI. BASTAAA! FACCIAMO QUALCOSA. RIVOLGIAMOCI ALLA CORYE EUROPEA. FORMIAMO UN COMITATO. CHIEDIAMO AIUTO!!!!!!
Buon pomeriggio, come noterete ci riasiamo con gli sprechi e di quelli esagerati. Come si può essere (fate Voi) a tal punto da dovere pagare per niente. Avere armato quell’idea, con costi, oggi si viene a sapere, di tale entità è da premio oscar per chi ha amministrato ed amminstrerà. Il problema è che non essendoci responsabilità sull’errata valutazione/invevstimento, potrei anche ipotizzare che la Società beneficiaria di cotanta somma, magari se lo aspettava di dovere finire in ricchezza!! Ma andatevene a casa che è la migliore cosa.