La terza volta in sei giorni. La Guardia di finanza si è nuovamente recata, oggi, all’Assemblea regionale siciliana per proseguire l’indagine sulla spesa dei Fondi pubblici assegnati ai gruppi parlamentari.
Gli investigatori avrebbero acquisito, secondo indiscrezioni circolate, ulteriori documenti nell’ufficio del tesoriere, servizio gestito da Banca Nuova, all’interno di Palazzo dei Normanni. Nelle prossime ore sono previsti nuovi controlli, sempre all’interno del Parlamento. Nell’ultima legislatura, i gruppi Parlamentari hanno ricevuto contributi per portaborse e attività interne, per circa 60 milioni di euro.











Un commento a "Inchiesta costi Ars, terza “visita”
della Guardia di finanza"
Ricordo che qualche tempo fa, forse questa testata web, una serie di articoli giornalistici cercavano di entrare nel merito dei costi della gestione del parlamento regionale e degli onorevoli.
Il Giornalista notiziava anche di quanto richiedeva, ai vari uffici di presidenza e regionali, per il rendiconto delle spese e le specifiche voci.
Ricordo sempre le lamentele del giornalista che, nonostante le richieste ufficiali, cozzava con un MURO di GOMMA. Una serie di dati sono emersi, ma niente di specifico, ricordo che addirittura qualche ufficio menzionava la legge sulla privacy per negare i dati (come se i soldi che spartiscono fossero di tasca propria).
MI CHIEDO:
CHISA’ SE LA FINANZA LI HA OTTENUTI QUELLE CARTE ED I GIUSTI NUMERI PER DETERMINARE (PER LEGGE O PER TRUFFA) DI COME SI DISTRIBUISCONO I SOLDI ?
PERCHE’ E’ INDUBBIO CHE ALLA REGIONE SICILIANA (PER LEGGE O PER TRUFFA) I SOLDI MANCANO PER LE COSE UTILI, MA NON MANCANO MAI PER I POLITICI, FUNZIONARI E PRESCELTI DA DIO CHE SIA PER NORMA DI LEGGE (CHE LORO STESSI FANNO) O MENO NON SI PUO’ CHE DEFINIRE “PORCATA”.