Un caso complesso, una disputa lunga trent’anni. Si tratta della vicenda che ruota attorno alla Distilleria Bertolino di Partinico. Un problema serio per la gente che abita la cittadina in provincia di Palermo. I miasmi prodotti dagli impianti dell’industria (insalubre di prima classe) hanno innescato, oltre che una serie di manifestazioni di protesta, numerosi scontri, finiti anche in tribunale, tra le passate amministrazioni comunali e l’azienda. Adesso il nodo sembra sciogliersi. A maggio di quest’anno è stata firmata una convenzione tra il Comune di Partinico e la Bertolino per la delocalizzazione dell’impresa lontano dal centro abitato, vicino la zona industriale di contrada Sant’Anna. La Bertolino adesso vuole riconvertire gli impianti per la estrazione di biomasse vegetali per la produzione di energia termica ed elettrica mantenendo alcune produzioni tradizionali come quella di alcool per l’industria.
“Sulla delocalizzazione abbiamo approvato un accordo storico, che detta tempi certi, obbliga l’azienda alla bonifica a sue spese dell’area da dismettere con tempi prestabiliti, permetterà la costruzione di due opere di pubblica utilità sempre a spese dell’industria - sottolinea il sindaco di Partinico Salvo Lo Biundo – . La titolare aveva chiesto l’azzeramento del contenzioso sul risarcimento di due milioni di euro per danno ambientale ottenuto dal Comune, noi abbiamo detto no, raggiungendo lo stesso l’obiettivo della firma sull’accordo”.
Raggiunto quindi un obiettivo importante secondo l’amministrazione Lo Biundo, anche se le polemiche non sono finite con la firma della convenzione. “È improprio parlare di delocalizzazione, in realtà l’azienda ha interesse a riconvertire gli impianti in quanto dal primo agosto non riceve contributi europei per la distillazione delle vinacce”, dice il presidente del circolo di Legambiente di Partinico, Gino Scasso, che aggiunge: “Il Comune ha firmato una convenzione senza porre nessun vincolo”. E Fabio Amato del “Patto per la salute e l’Ambiente” rincara la dose: “È tutto campato in aria, è anche scaduto il limite di sessanta giorni previsto dalla convenzione per la presentazione del progetto del nuovo stabilimento industriale”.
Non è d’accordo l’assessore all’Urbanistica di Partinico Vito D’Amico: “Il conteggio dei sessanta giorni per la presentazione del progetto preliminare è cominciato dal 25 settembre scorso, a partire dalla notifica ufficiale alla ditta del protocollo d’intesa comprensivo delle modifiche votate in consiglio il 28 luglio scorso, volute fortemente soprattutto dagli ambientalisti. Gli emendamenti approvati sono stati valutati dalla titolare dopo una serie di incontri tecnici”. Un dato questo confermato anche dalla stessa titolare dell’azienda Antonina Bertolino: “Abbiamo valutato le modifiche. Il progetto verrà presentato entro i termini stabiliti”. Poi aggiunge: “Con le passate amministrazioni non siamo riusciti ad arrivare ad un accordo, adesso le condizioni ci sono, chi si appiglia a queste cose vuole ostacolare il progetto”.
Come anticipato, il dibattito è acceso e ancora aperto. Si spera che al di là degli scontri, alla fine si proceda in direzione di una soluzione valida finalizzata alla tutela dei cittadini.










