Diamo uno sguardo ai sondaggi, come facciamo con l’oroscopo. Invece che leggere il responso di un solo istituto demoscopico, scegliamo la media dei risultati di alcuni sondaggi per aumentare il tasso di affidabilità. Fino a un certo punto, però, giacché – come abbiamo avuto occasione di riferire – dietro l’angolo c’è il rischio-cartello, la possibilità che alcuni istituti demoscopicia si scambino informazioni e non sia perciò possibile una corretta verifica.
Con una sola eccezione, per una questione cronologica. Quello dell’EMG è il sondaggio più recente, risale a domenica scorsa. L’elemento più importante, ma non nuovo, è la contiguità fra le intenzioni di voto del pdl e quelle del Movimento 5 Stelle. La distanza si restringe al punto da lasciare prevedere un sorpasso. Il M5S è al 17,8 per cento, il PDL al 18,1.
I democratici guadagnano il largo con il 26,5, un livello ormai stabilmente consolidato che li tiene lontani dalla miscgia, ma non dai problemi post-elettorali.
Il gruppone di mezza classifica ristagna nella consueta forbice: il Sel al 5,5, l’Udc al 6,3, l’Idv al 4,7, la Lega Nord al 6,4. Il dato, per certi versi sorprendenti, che ci consegna EMG riguarda l’Italia dei Valori che non raggiungerebbe la soglia di sbarramento. Ma si tratta di un responso che non trova analogie negli altri istituti demoscopici.
Il Fli raggiunge il 2,9, Mpa (Partito dei Siciliani), lo 0,8, Grande Sud lo 0,7. Si tratta di percentuali nazionali. Per i due partiti regionali non è poi male, dal momento che alcune formazioni politiche, come La Destra e l’Api, organizzate su tyerritorio nazionale, non vanno al di là dell’1,8 (La Destra), e lo 0,6 (Api di Rutelli).
L’area del non voto resta ampia e profonda, il 45,6. Da qui potrebbe venire le novità nei prossimi giorni.
Passiamo ora alle medie, cominciando dalla media proposta da Notapolitica che assegna il 19 per cento al Pdl (-0,4 rispetto alla settimana precedente), un punto in più rispetto a EMG. Il centrodestra ottiene il 27,9 per cento (Lega, La Destra, Pdl) granze al Carroccio che arriva al 5,6, manifestando sintomi di risveglio. La Destra raggiunge il 2,4.
Il vecchio Terzo Polo guadagnerebbe lo 0,1 rispetto alla settimana scorso (Fli, Udc, Mpa e Pi) con il 9,8 per cento, e non possono certo festeggiare la performance.
Il centrosinistra si attesta sopra il 40 per cento (42,5) e il Pd al 26,9 (cifra superiore di poco rispetto a EMG). L’Idv di Antonio Di Pietro è meglio quotato, in media, 5,7, rispetto al dato di EMG (4,7), mentre la Federazione delle sinistre ristagna al 2,4. Il Movimento 5 Stelle, infine. Arriva al 16 per cento.
Anche Electionista.com, come Notapolitica, analizza la media dei risultati ottenuti dai sondaggisti (Ipsos, Emg, Swg, Ispo e Ipr). I numeri, in qualche modo, “appattano”: il Pdl ottiene un modestissimo 16,7, il Pd è al 26,7.
Electionista rileva la distanza fra le cifre di Swg, che assegna il 19,3 al M5S, e quelle di Ispo che invece propone il 13,9. La media, tuttavia, concede il 17,2. Il gruppone dei partiti “medi”, Udc, Idv, Sel – viaggia con l’andatura di sempre.
Clandestino.web, infine. Come Notapolitica e Electionista, fa un lavoro di analisi fra i risultati dei sondaggi (Emg, Ipr Marketing, Ipsos e Swg), prendendo in considerazione gli stessi istituti demoscopici, ma in un tempo diverso (più vecchio) rispetot agli altri. Il dato più generoso riguarda l’Udc che oscilla fra il 7,5 e il 5,9. . Il Pd va da un minimo del 25 per cento ad un tetto massimo del 28, per cento. Pdl e M5S si alternano fra il secondo e il terzo posto con numeri vicini a quelli precedentemente proposti.
Ne possiamo dedurre che il lavoro degli istituti demoscopici ci fa toccare con mano la realtà nel tempo dato? Sì, se non fosse che la storia del “cartello”, lo scambio di informazioni preventivo fra alcuni istituti demoscopici, non ci mettesse una pulce nell’orecchio.
Quanto conta, infine, piattaforma elettorale fin qui proposta attraverso le “medie” ai fini di una previsione sul voto siciliano? Né poco, né molto, in considerazione della peculiarità della competizione isolana che, lo ribadiamo, affida agli elettori la elezione diretta del Presidente della regione e propone alcune formazioni territoriali (Partito dei Siciliani, Grande Sud e alcuni movimenti).











4 commenti a "Pdl e M5S si alternano
al secondo posto, Pd prende il largo"
La nostra bellissima Sicilia si e affossata no grazie a lombardo ma a tutta la classe politica da 30 anni a ora e ancora vogliono candidarsi alle regionali mandiamoli a casa.
caro salvatore,sarà pure una persona per bene ma è in compagnia di altrettante persone per bene?
La peculiarietà del voto in Sicilia non è assimilabile
alle intenzioni di voto nazionali.
Qui vince Nello Musumeci, una persona
per bene.
Il voto palermitano sarà determinante
il pd meriterebbe una lezione per l’aver appoggiato lombardo, dopo che nelle primarie lo slogan era stato. mai appoggio a lombardo.peraltro ora i suoi rappresentati definiscono fallimentare l’esperienza ed alla fine alcuni loro assessori denunciano lombardo.non potevano farlo prima invece di aiutarlo ad affossare la sicilia?