Arriva, a nuoto, Beppe Grillo, attraversando lo Stretto con poche poderose bracciate, poi giunto a Messina si dedicherà agli arti inferiori e comincerà il suo tour nei teatri della politica siciliana a piedi, emulo di Forrest Gump, seguito da amici e simpatizzanti. Sarà uno spettacolo. Solo uno spettacolo?
E i siciliani saranno solo spettatori o si convertiranno ai suoi “vaffa…”, finora così lontani dall’Isola da essere percepiti con molta difficoltà? I siciliani sanno amare restando dall’altra parte della barricata. Potrebbero applaudire Beppe Grillo, condividerlo e il giorno delle urne tornare nel giardino di casa. Meglio “u tintu canosciuto chi o bonu a canuscere”, meglio il cattivo conosciuto che un uomo pio ma sconosciuto, recita un antico saggio isolano.
Beppe Grillo esce dalla rete e entra nelle case, si fa per dire, dei siciliani. È possibile che scelga un mezzo di locomozione diverso dalle braccia? No, Beppe mantiene che approderà nell’Isola e compirà il suo viaggio elettorale come ha promesso. Correndo da una provincia all’altra. Sarà un sorvegliato speciale, perché tutti vogliono sapere che cosa succederà in Sicilia prima e nel paese dopo, alle politiche.
Non è un’attesa frenetica. Piuttosto curiosità di sapere quale sarà l’impatto ambientale nell’Isola che fu presidio del berlusconismo d’antan. I sondaggi hanno concesso poco al M5S siciliano rispetto alle intenzioni di voto rilevate sul territorio nazionale: 7-10 per cento nell’Isola e 15-18 per cento il dato nazionale. Ma anche il livello più basso della forbice è sufficiente per mandare otto-dieci deputati a Sala d’Ercole. Masaniello nel Palazzo che fu dei re.
Ma le domande che contano sono altre. A chi toglierà i voti il Movimento 5 Stelle in Sicilia? Essendo una formazione politica nuova, infatti, non può che aspirare ai consensi finora dati ad altri partiti. Prima di rispondere ad un quesito così impegnativo vale la pena di riflettere sul carattere del voto “grillino”. È un voto di protesta o un voto di opinione? L’uno e l’altro, a nostro avviso. Quindi tutte le formazioni politiche concorrono al successo o meno del Movimento 5 Stelle. Ma non tutte allo stesso modo. A correre i maggiori pericoli, infatti, sono i partiti antagonisti. E con loro i movimenti e gli schieramenti che adottano una comunicazione “rivoluzionaria”. Competere con Beppe Grillo su questo terreno è impossibile. Sarà bene, quindi, che i rivoluzionari ammainino le loro bandiere, altrimenti saranno una preda facile.
Resta intatto l’appeal del partito o, ancor di più, dell’uomo politico di governo, che preferisce la comunicazione sobria, montiana. Conta la fiducia, la competenza, il saper fare più che l’elettrochoc, che è materia grillina. C’è un bipolarismo ancora sotto traccia che sta facendosi largo: da una parte coloro che accettano la governance montiana, dolorosa ma affidabile, e dall’altra la protesta, la rottura a costo di consegnare l’Italia a un uomo di spettacolo, come Beppe Grillo. Lo spazio fra questi due poli è ancora ampio, ma si va restringendo sempre più, giorno dopo giorno.
Per Beppe Grillo si tratta, tutto sommato, di un debutto. Sia per la traversata dello Stretto quanto per la partecipazione del suo movimento ad una consultazione politica. Le amministrative non sono state un test significativo, immergersi in una competizione politica sarà un esercizio virtuoso e un’anteprima di grande impegno, grazie alla quale sarà possibile sapere che cosa aspettarsi alle prossime politiche.












10 commenti a "Cuffia, muta e pinne: la Sicilia
si convertirà ai suoi “vaffa”?"
Il non voto non aiuta a cambiare. Per lei deciderà chi invece va a votare. Nel bene e nel male. Lei non potrà dire di avere le mani pulite e di non essersele sporcate. Decidere in un modo o nell’altro.
Ecco dove ci ha portato questa classe politica, in balia di un buffone ma tra i due io non vado a votare
ricordo che con berlusconi, capo del governo, cuffaro alla regione, musotto alla provincia e cammarata sindaco di palermo piu una enorme quantità di fondi europei destinati alla sicilia… questi signori invece di farla diventare l’emilia della del centro destra hanno preferito mangiarsela tutta… lasciando a noile briciole da scopare…e si critica Grillo? diamogli 5 anni di governo e poi ne riparliamo… ma come si fa oggi a votare questa gente che obiettivamente guarda solo i propri interessi e quelli della loro parte? Cosa è stato fatto in Sicilia di realmente memorabile, per darle una svolta. Niente, desolante.
Beppe grillo nuota e il movimento 5 stelle vola.
E questo e’ niente, siamo solo al primo dei 17 giorni di campagna elettorale. Immaginate le piazze gremite in tutta la sicilia. E come diceva qualcuno: la rivoluzione e’ gia’ cominciata.
Mizzica, chi c’era bisuognu ri fari tuttu stu sfuorzu, bastava ca avissi pigghiatu u traghettu ! ! !
…ma dubito che riuscirebbe ad abbassare l’IRPEF!
Evviva Beppe grillo. Meglio un comico dalle idee chiare che delinquenti e mafiosi!!
Ben venga! I Siciliani sono pronti ad accoglierlo a pernacchie con un “Vaffa-Grillo Day”, specialmente quando accetterà un confronto politico con gli altri candidati, sale della democrazia. Ma lui i confronti non li accetta, né permette che i suoi candidati li possano sostenere, sapendo bene che le sue “scoperte” in economia si rivelerebbero per quelle che sono: argomentazioni strampalate senza capo né coda. E poi ‘avete vista la “qualità” dei suoi candidati? Diplomati disoccupati di istituti professionali con 60/100 che appena si ritrovano con € 20000 al mese si ricicleranno subito in altri partiti. Puah!
Se dovessimo giudicare in maniera asettica ciò che possa rappresentare Grillo in termini propositivi e progressivi, potrei essere d’accordo col pensiero di molti che, appunto, si estrapolano dal contesto in cui viviamo e dagli uomini “politici” che sin qui ci hanno, ci stanno rappresentando e molti di loro si stanno riproponendo. In un altro commento ho aggiunto… meglio un “buffone di corte” come dicono tanti che uomini corrotti, alleati con il sistema affaristico-mafioso e concentrati solo all’interesse di generare la politica clientelare, vero dramma di questa terra ed elemento che invece debba lasciare inorriditi e sgomenti (per dirla pulita) gran parte dell’elettorato siciliano. Abbiamo un ex presidente della regione siciliana in carcere non certo per piccole truffe e tralasciamo il caso Lombardo in quanto ad oggi senza elementi precisi giudicabili ma a parte loro che avrebbero dovuto rappresentare degnamente e dignitosamente un popolo con una grande storia ed il parlamento più antico d’Europa, tutte le altre comparse politiche non credo che oggi possano permetterci di denigrare chicchessia che sia Grillo o qualcun altro che invece anche se “buffamente” ci stanno ricordando che oltre a lamentarci, noi poveri siciliani, saremo capaci di rieleggere sempre la stessa gente!
Direi che la loro presenza, al di là del convincimento di chi li voterà, debba indurci tutti, indistintamente, ad una seria riflessione prima del voto.
un caro saluto
Massimo
. . consegnare l’Italia a un uomo di spettacolo . . Beppe Grillo è candidato per le regionali siciliane ? lo sarà per le politiche ? Chi sa di candidature passate, presenti e future di Beppe Grillo, me lo faccia sapere, perché allo stato non ne sono al corrente. A me risulta che in Sicilia sono candidati dei cittadini, e non Beppe Grillo.