La Catalogna – la regione di Barcellona – è in serissime difficoltà finanziarie. A rischio default. Costretti a richiedere aiuto (per 5 miliardi di euro) alla odiata capitale-rivale Madrid. Non è però che lo stato centrale spagnolo stia molto meglio quanto a salute finanziaria. E le spinte indipendentiste dei catalani montano giorno dopo giorno.
Catalogna a rischio default come la Sicilia. La differenza sostanziale consiste nel fatto che la Sicilia è la più attardata regione italiana, assieme alla Calabria, mentre la altrettanto indebitata Catalogna è la Lombardia o il Veneto della Spagna, il motore dell’economia iberica. Tante differenze quanto a slancio economico e sviluppo eppure un preoccupante percorso parallelo. E se la spiegazione stesse tutta in un comune denominatore che le due regioni (peraltro storicamente legate in un unico regno all’indomani della Guerra del Vespro) si ritrovano? Entrambe godono di una pronunciata autonomia rispetto allo stato centrale. Autonomia che dappertutto, anche nelle regioni più virtuose, sembra indurre a spendere e spandere. La differenza è che loro avranno speso in attività corrente e burocrazia ma anche e soprattutto in infrastrutture, industrializzazione, sviluppo. Noi è da tempo che spendiamo ad alzo zero più che altro (anzi quasi esclusivamente) per intruppare nei ranghi della Regione Siciliana e degli Enti locali siciliani – ma sempre pagati con i soldi della Regione – legioni intere di precari e privilegiamo le spese per i formatori della formazione-overdose e per i forestali. Il nostro è un default più “familiare”. Fatto con il cuore. Come si conviene ad una regione ad economia pubblica statalista (pardon: pubblica regionalista). Noi siamo specializzati nella creazione di “posti” per tutti: cooperative sociali, cooperative di ex carcerati, licenziati dalle fabbriche, articolisti, lsu, pip. Anche negli acronimi ci siamo sbizzarriti, non sappiamo più quali usare. Tutti dentro. Alla grande.
Insomma, il loro sarà un default più da mercati finanziari, più da economia produttiva. Il nostro invece un default più da irrefrenabile vocazione a creare posti pubblici, da solidarietà, da interessamento, da attenzione senza limiti da parte della classe politica degli ultimi decenni nei confronti di serbatoi ed aree di consenso. Non c’è che dire, abbiamo fatto le cose in grande con i numeri. Praticamente ci siamo costruiti con lunga e tenace determinazione un default da troppo slancio nell’abbraccio. Come si conviene ad una mamma. Mamma Regione.












