“Leggere la rassegna stampa di oggi è veramente uno spettacolo, mi riferisco alle notizie sulle dimissioni dell’assessore regionale alle Attività Produttive, Marco Venturi. Lascia l’incarico fiduciario dopo tre anni e motiva la sua decisione affermando che “Lombardo ha garantito un sistema affaristico mafioso” – “Lombardo ha aiutato i clan” – “Venturi denuncia Lombardo” – “da Lombardo favori alla mafia”. Ma il titolo che mi ha più colpito – come penso la maggior parte dei siciliani – è questo “Venturi: Lombardo garante dei mafiosi. Licandro: se ne accorge dopo 3 anni?”.
Ma chi è questo Licandro? È il coordinatore della segreteria nazionale dei Comunisti Italiani-Federazione della Sinistra, il quale afferma: “Suppongo che l’assessore Venturi sia tornato ieri ha Helsinki, dove evidentemente è stato in questi anni”.

Siamo arrivati alla farsa. Pensate come ci sia rimasto malissimo il presidente dimissionario della Regione Siciliana quando ha appreso la notizia delle dimissioni del “suo” assessore e delle cose che ha detto. Ha pensato: “Io mafioso? Ma che dice: io che ho combattuto la mafia con azioni concrete. Lo querelo per calunnia e falsità”.

Comunque vada a finire entrambi ne usciranno con le ossa rotte. Perché? Il norvegese Venturi aveva l’obbligo di denunciare quello che oggi afferma e conseguentemente dimettersi. Troppo facile abbandonare la nave dove per anni – sia pure da Helsinki – ha navigato. Il dimissionario Lombardo perché non ha compreso l’uomo Venturi che si è tenuto in giunta per tutto il tempo.
Ma una riflessione corre d’obbligo. Non so chi avrà ragione a livello giudiziario, visto che esiste una querela, ma la magistratura aprirà certamente d’ufficio un fascicolo per verificare se le accuse di Venturi siano fondate o meno dovrà giocoforza scavare, sequestrare, indagare, interrogare, confrontare.

Purtroppo, questa è la politica siciliana degli ultimi anni, sia a livello governativo che legislativo. Oggi abbiamo in mano la possibilità di cambiare e spero tanto che gli elettori siano in grado di mettere da parte il personalismo per affidarsi al bene comune e non credere più alle promesse vane che vengono fatte nelle campagne elettorali. Il rischio, altrimenti, sarà quello che la prossima legislatura sia peggiore di quella che è chiusa”.

Rosanna Restivo, candidata nella lista di Grande Sud (Collegio di Agrigento)