Pianti, strepiti, crisi di nervi, abbandoni, innamoramenti e disamori, leggiadri entusiasmi e delusioni: nel teatro di cartone della politica italiana, le soubrette del Pdl rubano la scena sempre e comunque. Un giorno è Daniela Santanché a strappare il plauso con le sue volée zucchero e miele per Silvio, un altro giorno è Mara Carfagna a inneggiare il leader dopo averlo sgridato, poi è la volta di Michela Brambilla ad impadronirsi del  polpaccio dell’ex premier, o Alessandra Mussolini a mitragliare i nemici del “Capo” con la sua lingua acuminata, o Maria Stella Gelmini a catturare la platea televisiva con l’aria stralunata della prima della classe malgrée elle. Le quinte non sono mai “vuote”. Eppure né Michela, né Mara o Maria Stella, e ancor meno Alessandra o Daniela, riescono laddove arriva Stefania Prestigiacomo, siciliana di Siracusa. Avesse scelto il varietà l’ex Ministra  – alta bionda e affascinante – sarebbe stata la nuova Wanda Osiris, soubrette che negli anni cinquanta incantava le platee scendendo le scale fra piume e paillettes, boys e neve finta.

Wanda aveva charme e gesti eleganti, nient’altro. Cantava da cani, recitava male, ma bastava che le sue ciglia s’alzassero che era un boato, sussurrato, di approvazione. Si muoveva con la grazia della prima donna, compiva gesti misurati ma quando era il momento sapeva strillare e voltare le spalle a chicchessia, guadagnandosi il plauso. Siccome il teatro è frivolo, volubile, tutto durava un battito di ciglia, si deve ricominciare da capo e riconquistare gli spettatori.

Fra le prime donne del Cavaliere, Stefania è l’incompresa di successo. Ministra di seconda fila, ma Ministra. Fuori da Arcore, eppure ad un tiro di schioppo.  Dal 1994, quando Gianfranco Miccichè l’ha scoperta e rappresentata al Cavaliere, è rimasta sulla cresta dell’onda increspata senza soluzione di continuità, al pari di Wanda Osiris, semplicemente salendo le scale con grazia. La attenzioni del Cav per lei sono state sfumate, da spettatore plaudente ma senza entusiasmo. Per via dell’amicizia con Gianfranco? Sarebbe stato come entrare in casa altrui, forse. Chi lo sa.

Nonostante tutto, Stefania al paria di Mara, Daniela, Michela e le altre, rimane folgorata ogni volta che incontra Silvio Berlusconi: ogni inquietudine, irritazione, voglia di piantare baracca e burattini, viene meno dopo un incontro con il Cavaliere. Su di lei Silvio agisce come un tonico, un sedativo, una pillola del buonumore. Il nero diventa bianco, le paturnie scompaiono.

“Un lungo e affettuoso incontro con Berlusconi – ha detto l’ex ministro tre giorni or sono – nel quale abbiamo anche rivisto l’entusiasmante cammino dal 1994 ad oggi mi ha confermato che il presidente ha chiarissimo il progetto da portare avanti per risvegliare passioni ed entusiasmi che oggi appaiono soffocati dall’immobilismo del Pdl che si protrae da oltre un anno’.

Appena una settimana prima aveva dipinto il suo partito come una Chicago anni trenta, in preda ad una guerra per bande, alla quale non si sarebbe sentita di partecipare, annunciando un quasi abbandono, tanto da far credere che sarebbe approdata altro, il Fli di Gianfranco Fini, vecchio amico della prima ora, o l’Udc di Pierferdi.  E una ventina di giorni fa aveva “incoronato” Gianfranco candidato Presidente della Regione- “Se c’è una persona”, affermò con calore, “che si è spesa per la Sicilia, che ha fatto scelte chiare, anche difficili sul piano personale; se c’è una persona che può riunire sotto un progetto politico forte tutti i siciliani che vogliono scommettere sul futuro dell’isola, questa persona è Gianfranco Miccichè

Non aveva fatto i conti con l’onniscienza del Padreterno e la volontà del Cavaliere. “Mai messo in discussione il mio appoggio a Musumeci”, ha detto, “E’ una persona perbene e Dio solo sa quanto la Sicilia ha bisogno di una persona per bene come lui che l’amministri”. Fra la persona che si è più spesa per la Sicilia e la persona per bene Stefania, dunque, ha optato per la seconda. Ha tradito Gianfranco? Avesse deciso il contrario, avrebbe tradito se stessa, rinunciando a Silvio e a Montecitorio.

Wanda Osiris scendeva le scale senza mai salire un solo gradino. Come Stefania non tradì mai se stessa.